domenica 14 agosto 2016

Un cielo trapunto di stelle

La luce dei lampioni del mio quartiere mi dava fastidio ma percepivo lo stesso il significato dell'espressione "un cielo trapunto di stelle".
(cit. Nel blu dipinto di blu, di Migliacci e Modugno).

Hisanori Yoshida


Ho visto due Perseidi (sono le stelle cadenti!) e una terza con la coda dell'occhio, ma quella non l'ho contata.
Ho desiderato una cosa per me e poi una per mio marito. Sono stata egoista questa volta. Amen.

Quella trapunta di stelle se ne sta lì e sembra una cosa magica, invece è sopra di noi, attorno a noi, ci avvolge e ci ingloba. Lo spazio infinito è un concetto difficile da metabolizzare, che racchiude in se il segreto di una forza, un'energia talmente grande che, in un certo momento, ha fatto interagire le molecole che hanno preso vita.
Saskia


Vita... Quella che ho studiato per anni (la biologia), sperando di carpirne il segreto... Perché è da quando sono piccola che vorrei capire il segreto che ha reso possibile la vita.
Insomma... Ad un certo punto le molecole hanno interagito tra loro e questa interazione aveva un senso logico, uno scopo... E lo scopo era la vita. Per me, questo, rimane il mistero più grande che gli anni di studio non sono riusciti a spiegare.

Henn Kim


La vita è fine a se stessa. La vita è lo scopo della vita stessa. Si propaga come un'inondazione.
Gli esseri umani, dentro di se, chiamano quella forza e quell'energia in diversi modi. Ma essa non è nient'altro che vita.
E da essa sono derivate miriadi di esseri così diversi tra loro... Batteri, insetti, uomini, aquile, balene, virus, libellule... io lo chiamo miracolo perché non saprei che altro nome dargli.

TukoniTribe


Ecco, guardare quel cielo trapunto di stelle può rimettere in pace col tutto. Perché possiamo essere anche il manager della ditta più quotata al mondo, ma lo scopo della vita è la vita. Lì inizia, si svolge e finisce... Sempre lì.



mercoledì 10 agosto 2016

Vivereapiedinudi e i nuovi contenuti su Snapchat e Instagram Stories (living_barefoot)

Da un po' di mesi sono approdata su Snapchat (sono @living_barefoot) .
All'inizio non capivo bene come usarlo ma dopo aver letto questo post di Erika Pretty in Mad mi è venuta voglia di provare e mi sono appassionata.
Brevi video da 15 secondi, scatti fotografici, stickers e tag. Tutto a bassa risoluzione e tutto si cancella dopo 24 ore... addios.

Mi piace il fatto che sia un social molto "easy" nel senso della presentazione... non c'è bisogno di styling, tutti caricano video curandosi poco delle briciole sul tavolo e del disordine in casa e per me questo è un grande vantaggio... sono campionessa di briciole e disordine!
Poi ha i famigerati filtri... l'età qui è galoppata in avanti (10 giorni fa sono entrata negli "anta", lo sapevate?) e i filtri tirano indietro il tempo e coprono occhiaie e capelli in disordine!
Snapchat mi ha aperto le porte alla vera quotidianità delle blogger e delle creative che amo, nessun altro social mostra così il vero mondo in cui si vive ed io adoro questo aspetto perché tira molto giù dal piedistallo oppure, al contrario, fa salire ancora di più se ti accorgi che "quella famosa" è davvero una persona semplice, simpatica e disponibile.
Due blogger internazionali che adoro su Snapchat? Elsie Larson di A Beautiful Mess (su Snapchat è @elsielarson) che è il mio mito assoluto e incontrastato e Ebony di Hello Sandwich (su Snapchat è @hellosandwich) che mi fa sempre ridere e adoro vedere angoli, strade e oggetti giapponesi!




Punto a sfavore è il fatto che, per seguire qualcuno, bisogna per forza conoscerne lo username che spesso non è facile da reperire. Infatti, non essendo possibile una ricerca delle persone da seguire, farsi promozione per farsi trovare è un lavoraccio. Però, in questo modo Snapchat è risultato un social abbastanza "intimo" dove, sinceramente, ho fatto conoscenza e instaurato legami con blogger e creative che adesso mi sembra quasi di conoscere da una vita e dove mi sento a mio agio a farmi vedere anche vestita da "sciurotta" di casa.

Quindi, su Snapchat ho aperto le porte della mia vita quotidiana (piuttosto noiosa, davvero) e dei dietro le quinte di vivereapiedinudi il blog e l'handmade.
Work in progress, materiali, fasi di lavorazione, vita da bancarella, shooting time, preview, penseri e riflessioni... uno strumento carino per condividere quello che sugli altri social più "impostati" non poteva finire.

Poi, pochi giorni fa, Instagram ha copiato. Eh si... dai, diciamoci la verità. Instagram ha copiato Snapchat ed ha lanciato Instagram Stories. IG Stories è una funzione di Instagram che mima esattamente la funzioni di Snapchat con brevi video e scatti fotografici che si cancellano dopo 24 ore.
In un primo momento sono rimasta allibita e molto infastidita da questa copia. Qui non ci sono i filtri, come faccio a mostrare la mia faccia sfatta e le mie occhiaie?
Poi però, dopo attenta riflessione, pur mantenendo lo sdegno per la palese scopiazzatura, ho pensato che ogni strumento di condivisione social trova il suo posto nell'attività di una blogger e creativa. IG è il social estetico per eccellenza e infatti qui storie e scatti hanno un'ottima qualità di immagine.
Inoltre, su questo social le storie possono raggiungere un pubblico molto ampio e questo credo sia un grande punto a favore per la promozione e la condivisione di un'attività!


Quindi, ecco cosa troverete da oggi in poi sui miei profili Snapchat ed Instagram Stories:

- Snapchat (@living_barefoot): qui continuerete a trovare me e la mia vita quotidiana in tutte le sue sfumature horror (occhiaie, outfit da sciurotta, disordine e peli di gatto), "pipponi" su dubbi e difficoltà e piccole gioie e soddisfazioni della vita creativa.

- IG Stories (@living_barefoot): le mie storie di Instagram saranno dedicate principalmente alla condivisione di tutto quello che riguarda l'attività di blogging ed handmade di vivereapiedinudi, quindi i dietro le quinte, i work in progress, la vita da bancarella, news e progetti con un occhio più attento alla forma e all'estetica del contenuto (se ci riesco!).



video


Non mancheranno certamente le sovrapposizioni di contenuti non so se, prima o poi, mi stancherò di tenere il piede in due scarpe ma per ora questa mi sembra la soluzione ottimale per offrire qualcosa di più a chi è interessato a quello che faccio.

Il mio sogno è che la mia piccola attività possa prendere davvero vita un giorno e mi impegno sempre di più per realizzarlo, compatibilmente con le difficoltà che la vita mi mette davanti.
Ma, finché le difficoltà possono essere superate con la forza della determinazione, tutto rimane possibile!
Quindi vado avanti, forte del vostro affetto che mi dimostrate ogni giorno di più (e non potrò mai ringraziarvi abbastanza per questo!).

Di quà e di là cercate living_barefoot!

venerdì 5 agosto 2016

Come ho ridipinto il mio divano DIY - un anno dopo!

Eccoci qua, è già passato un anno dall'avventura di restyling del divano che vi avevo raccontato QUI.
Per chi non lo sapesse, ebbene si, abbiamo dipinto il nostro divano in alcantara!
Questa avventura di restyling vi era piaciuta tantissimo e aveva suscitato molto interesse e curiosità. Così, ho pensato che potesse essere utile ed interessante fare un aggiornamento e mostrarvi com'è la situazione un anno dopo.

La conclusione che tiravo dopo aver finito il restyling è stata #epicwin:


"il divano macchiatissimo è perfettamente coperto 
il divano prima difficile da gestire adesso è facilmente pulibile 
è vero, il tutto è un po' rigido ma perfettamente utilizzabile e per niente scomodo
il divano in pelle non mi è mai piaciuto ma sembra nuovo e in tutto ho speso circa 160,00 €
possiamo tenerlo così ancora per 1-2 anni "

Questo era quello che scrivevo un anno fa, ma adesso la penserò nello stesso modo? Vediamo...




Il prima e dopo che avevo pubblicato QUI



Ecco un anno dopo cosa posso dire: il divano è ancora in ottime condizioni!
C'è qualche piccola (ma piccolissima) crepa nelle pieghe dove ci sediamo più spesso ma il colore non si è assolutamente staccato e poi bisogna dire che il divano lo usiamo davvero tanto (e non siamo proprio dei pesi piuma!)
Lo strato di colore sulle sedute è ancora morbidissimo (si vede sotto al mio pugno) ed è molto liscio. Sicuramente approvato!




Inoltre, pulirlo è facilissimo, basta passare una spugnetta umida o, come nel mio caso, un panno in microfibra umido.





il festone in carta è di Artoleria


Insomma, anche dopo un anno di usura e tuffi da gara olimpica, il restyling del divano ha tenuto egregiamente e io sono ancora davvero soddisfatta.
Pensavamo che sarebbe stata una situazione provvisoria da tenere per un anno e invece rimarrà così almeno fino alla prossima stagione estiva 2017, poi si vedrà se potremo permetterci qualcosa di nuovo
(abbiamo visto il nuovo divano IKEA modello Vallentuna, ed è proprio quello che farebbe al caso nostro!)



giovedì 21 luglio 2016

Riflessioni sui mercatini "on the road": voi cosa pensate quando girate per bancarelle?

Torno a parlare di mercatini dopo le due puntate della mia mini guida (le trovate qui e qui). Ma perché?, direte giustamente voi...
Nelle scorse settimane mi sono fatta un tour de force in bancarella, tanto che non sono nemmeno riuscita a pubblicare il post sugli eventi a cui avrei partecipato a luglio.
Io e l'idraulico Tu.Bi. Design siamo stati alla Festa Multiculturale di Collecchio (PR) che frequentiamo già da tempo e poi allo Squinterno Festival di Berceto (PR) dove invece era la prima volta da espositori.

Tre weekend intensi ma davvero bellissimi.
La Multiculturale con i suoi profumi, sapori e oggetti da tutto il mondo, persone di ogni colore e lingua, balli e musiche meravigliose, incontri e discussioni sull'etica e l'uguaglianza.
Lo Squinterno con teatro, musica classica al castello e musica itinerante per strada, artisti e buskers, cantastorie e l'ormai immancabile street food, tutto nella bellissima cornice di Berceto che porto nel cuore (ci ho passato mille giorni felici della mia infanzia).



Proprio allo Squinterno, sono riuscita a fare un rapido giro tra gli allestimenti degli espositori, suggestivi e molto curati nelle viuzze del paese. Conoscevo già diversi espositori, alcuni da tanto tempo e alcuni da poco ma con grande feeling. Mi sono emozionata per la loro bellezza e questo mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti di questi mercatini.



Voi cosa pensate quando girate per le bancarelle?

Prima di iniziare a stare dietro alla bancarella da creatrice ed espositrice, io (ma anche l'idraulico) sono sempre stata fan e frequentatrice di mercatini. Giravo per le bancarelle affascinata dai lavori artigianali e dalle creazioni originali e particolari che vedevo. Adoravo trovare "qualcosa di diverso e mai visto", sorprendermi per la manualità e la fantasia, vedere tecniche e materiali particolari... insomma, andavo a caccia di oggetti che non fossero "le solite cose".

Ma adesso qualcosa è cambiato, come se avessi la "supevista", vedo molto di più. Adesso vedo i creativi.

Dietro agli allestimenti e alle creazioni, agli oggetti e i prodotti, guardo le facce dei creativi, vedo personalità e scelte di vita. A volte sono persone che hanno cambiato vita, per scelta o per necessità, ci sono storie affascinanti e passioni fortissime.

Augustina (Ludria Macramè), ad esempio, era la mia vicina di bancarella allo Squinterno. Quando ci siamo sorrise, strette la mano ed ha pronunciato il suo nome, ho subito riconosciuto qualcosa di famigliare. Lei è argentina, come l'idraulico, originaria della stessa città!
Era andata a vivere a Barcellona e lì ha conosciuto Fabrizio, che è italiano della Valtellina ed ora è suo marito. Loro realizzano dei macramè spettacolari, mi emozionano! Augustina e Fabrizio passano i 6 mesi estivi in Italia girando con la bancarella e 6 mesi invernali in India e in altre parti del mondo, rifornendosi di pietre naturali e lavorando ai loro macramè. Io ho provato un moto d'invidia, non so voi.

Augustina (Ludria Macramè)


Juan, invece, è mente e mani di Gioielli Tumbaga. Lui arriva dall'Ecuador ma vive in Emilia da molti anni e ci siamo conosciuti durante il nostro primissimo mercatino, due anni fa. Lui e Stefania, la sua compagna, ci hanno aiutato e consigliato moltissimo, sono persone fantastiche e Juan crea gioielli meravigliosi in metallo e pietre che rimandano alla bellezza istintiva e primordiale della Natura e della Terra. Ricordate che qui dicevo che in bancarella nascono belle amicizie? Eccone una!



Spesso questi creativi sono poco presenti sui social, come Stefano e Rita (Stoffa e Legno),  moglie e marito con la passione smodata per il legno invecchiato dal mare, gli oggetti arrugginiti e le stoffe country accuratamente selezionate tra Inghilterra e Stati Uniti. Loro mettono assieme questi elementi e creano oggetti con l'anima. Davvero! Hanno sempre il sorriso e Stefano, ogni tanto, si siede sul suo sgabello e suona il banjo, così trasmette il sorriso a tutti quelli che passano e lo ascoltano.
Per conoscerli non bisogna digitare ashtag particolari, cercare foto sui social o navigare in blog e siti... dovete solo passeggiare tra le bancarelle nei mercatini!





Girando per gli allestimenti, ragionavo su come questi eventi "on the road" siano occasioni per incontrare creativi al di fuori della sfera social che siamo abituati a frequentare. Ci sono persone dietro a quegli allestimenti a e quelle creazioni che hanno storie interessanti e affascinanti da raccontare. Ci sono punti di vista nuovi e cose da imparare. scelte di vita coraggiose da cui farsi stimolare e ci sono piccoli mondi da esplorare!





Questa è la grande ricchezza di questi mercatini ed io trovo che sia come fare un piccolo viaggio che ti permette di conoscere qualcosa di nuovo.
Io e l'idraulico non abbiamo mica una storia affascinante, sapete? Per niente, direi! La nostra vita è di una semplicità inaudita. Però una piccola passione dentro l'abbiamo sempre avuta e diciamo grazie a chi si ferma dalla nostra bancarella e, dopo aver scrutato attentamente quello che esponiamo, alza gli occhi, fa un grosso sorriso e chiede "mai viste cose così, da dove nasce la tua idea?".




mercoledì 13 luglio 2016

#vivereapiedinuDIY: DIY easy pineapple succulent pot!

Adesso vi racconto. L'idraulico è appassionato della "pesca di beneficienza", avete presente? Ovunque andiamo, se c'è la pesca io so già che il "bambino" vorrà tirar su qualche numero.
Recentemente, ha vinto un bel pacco di generi alimentari (se mi seguite su Snapchat lo avete visto e se non mi seguite dovete farlo subito! Sono @living_barefoot), due numeri vintage di Topolino e due piccole succulente, credo siano del tipo "Sempervivum", quelle roselline molto resistenti che le appoggi in terra e in pochi anni tappezzano tutto (io le adoro, sono il nostro salva-giardino)!

Insomma, ho pensato subito che quella succulenta sembrava proprio la parte verde di un ananas. Non sembra anche a voi?

L'ananas in tutte le declinazioni è uno dei trend decor più attuali! Su Dalani giorni fa era attiva un'offerta tutta dedicata a questo frutto e, sempre su Dalani, mi è scappato l'occhio su questa idea colorata per usare l'ananas in modo alternativo in casa, non solo in cucina... mi è sembrato il segnale per un nuovo #vivereapiedinuDIY perfetto la tavola estiva!






Cosa serve:

- un foglio di carta o cartoncino giallo
- un washi tape arancio sottile
- una piccola latta vuota di conserva
- terra
- una succulenta del tipo "Sempervivum"

Come si fa:

1) preparate tutti i materiali
2) appoggiate la latta al foglio giallo e con una matita prendete la misura dell'altezza latta
3) tagliate una striscia di carta gialla a misura della latta
4) fermate la striscia con il washi tape, mettendo un pezzo di nastro in diagonale che farà da guida per quelli successivi
5) continuate con i pezzi di washi tape in diagonale fino a ricoprire la superficieù
6) rifate la stessa cosa incrociando i washi tape
7) inserite la terra e la succulenta!








Cosa ne dite? A me sembra davvero semplicissimo e rapido, ottima idea per decorare una tavola estiva, fa subito allegria! Potrebbe essere anche un'idea segnaposto, inserendo uno stecco in legno e un cartoncino col nome dell'ospite che poi potrà portarselo a casa come regalino.
Inoltre, è un modo per riutilizzare le latte di conserva!




Comunque, per la cronaca, l'idraulico ha anche pescato un'orribile mucca di peluche e un modellino pesantissimo della Costa Concordia... qualcuno li vuole?
Aiutatemi!


venerdì 1 luglio 2016

"Che mese, che barba!" - giugno 2016 lucciola vien da me!

L'estate è finalmente arrivata!
Al pomeriggio si ascolta il rumoroso ma rasserenante frinire delle cicale, i campi imbiondiscono e io boccheggio dal caldo.
Ma alla sera, dietro casa, dove inizia il bosco, prende vita una magia... una danza di tante piccole e silenziose luci! Volano quasi fluttuando e mi riportano in un istante a quando, da piccola, andavo dietro casa a guardarle cercando di farle posare sulla mia mano.

Niente per me è più evocativo della danza delle lucciole nelle sere d'estate.

Ecco quindi la barba di giugno inoltrato, quando l'estate inizia e tutto sembra più bello, quando le stelle non sono solo in cielo ma anche ai confini del bosco e a volte nelle tue mani

                           

                      



Le foto sono terribili ma spero che vi abbiano fatto sorridere!

Le altre puntate della rubrica sono QUI.

mercoledì 29 giugno 2016

Due anni di esperienza in market e mercatini handmade parte 2 - consigli per una bancarella pratica e bella!

Andare in giro per market e mercatini è divertente e regala molte soddisfazioni, non solo per il contatto con la gente ma anche (e soprattutto) perché si ha l'occasione di conoscere ed interagire con gli altri creativi che espongono, una fonte inesauribile di amicizie, contatti e ispirazioni per nuove collaborazioni.
Io e l'idraulico poi adoriamo il clima che si instaura tra gli espositori durante un market, di complicità e solidarietà e alcune delle amicizie maturate in questi due anni sono diventate reali e stabili. Per me, la bancarella vince.

Certo che però è anche tanto faticoso!

Quindi come seconda puntata della mia mini guida (puoi vedere la prima QUI), ho pensato ad alcuni consigli davvero PRATICI per l'organizzazione della tua bancarella ma anche per un allestimento bello e furbo che attiri l'attenzione!





1) Procurati tutto quello che serve per essere in regola con i documenti e ai fini fiscali.
Se sei operatore dell'ingegno (cioè chi espone e vende solo opere realizzate con le sue mani e dalla sua fantasia, senza P.IVA), per ogni mercatino dovrai compilare una dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio in cui dichiari che esponi e vendi solo opere del tuo ingegno, realizzate da te. Inoltre dovrai procurarti un blocchetto di ricevute generiche (non fiscali) da compilare ad ogni vendita. Non mi addentro in particolari ma ti rimando a questo esplicativo post di Giulia "Briciole e Puntini"  (ricordate però che per gli operatori dell'ingegno non serve la tessera dell'hobbista, prevista solo per chi vende collezionismo e antiquariato)

2) Tieni a portata di mano i contatti degli organizzatori e i moduli di iscrizione.
Portati sempre la stampata dei moduli di iscrizione che hai inviato agli organizzatori, perché ogni tanto possono esserci disguidi o sviste.
Il giorno prima del mercatino memorizza il loro numero di telefono per averlo a portata di mano. Spesso quando si arriva sul posto c'è confusione e gli organizzatori sono molto presi... meglio non dover perdere tempo a cercare mail vecchie di mesi sul telefono.

3) fai almeno due volte il check di quello che hai caricato sulla macchina, aiutati con una lista delle cose che devi portare, dalla quale spunterai ciò che hai già caricato.

4) Studia bene a casa lo spazio che hai a disposizione e l'allestimento.
Fai delle prove a casa per organizzare i tavoli e l'esposizione a seconda dello spazio che avrai disponibile. Se hai lo spazio standard del gazebo 3x3 puoi sbizzarrirti ma molti market assegnano un 2x2 o spazi variabili, quindi leggi sempre attentamente le istruzioni che ti inviano gli organizzatori e non partire impreparata, rischieresti di perdere molto tempo una volta sul posto per decidere come posizionare la tua attrezzatura e i tuoi prodotti. Io faccio le prove sul pavimento del garage, segnando lo spazio con il nastro-carta per rendermi conto bene dello spazio, è  molto utile anche quando condividi lo spazio con un altro espositore, come nel nostro caso.

A seconda dello spazio che hai a disposizione, decidi cosa esporre e cosa no. Se lo spazio è piccolo e sei come me che produco mille cose diverse, molto probabilmente non riuscirai a far vedere proprio tutto, quindi è meglio scremare per evitare l'effetto accozzaglia di ogni genere che sembra buttato lì a caso, non è professionale ed è addirittura fastidioso per l'occhio di chi guarda (non ci credi? guarda la foto "momento verità qui sotto!).

5) cura il tuo allestimento dal punto di vista estetico.
Questo punto è fondamentale. La tua bancarella è il tuo biglietto da visita e la tua vetrina. Ancora prima di vedere i prodotti, le persone percepiscono tutta la struttura e il movimento che creano le attrezzature del tuo allestimento. Questo fa buona parte della forza attrattiva della tua esposizione.
Scegli un allestimento in linea con il tuo stile e il tuo messaggio. Si possono usare tanti modi e oggetti per creare movimento sulla bancarella: scatole, cassette di legno, cassette della frutta, scatole di latta vintage, vecchi cassetti, bacheche e largo alla fantasia, la regola è che comunque è il tuo prodotto ad essere protagonista, non il tuo allestimento.
Un tocco in più: aggiungi una lanterna, una piantina o un vaso di caramelle da offrire a chi si ferma da te... renderanno la tua esposizione accogliente e viva!

Momento verità: in alto la mia primissima esposizione... in basso l'ultima. Trova le differenze!


6) Presta molta attenzione alla disposizione dei tuoi prodotti sulla bancarella.
Se hai un solo tipo di prodotto, un allestimento minimal può funzionare.
Se hai diverse tipologie di prodotto, può essere utile suddividere l'allestimento in zone "dedicate". Per esempio, io ho creato la zona tubijoux che raccoglie collane, orecchini e bracciali, la zona missoftheworld, la zona ciondoli anelli e orecchini, quella delle Spinose e quella delle tavolette "the Art of Nature". Così chi è interessato ad esempio ai tubijoux, può vedere facilmente tutti i prodotti della gamma.

Nella mia esposizione, la zona dedicata alle tavole "The Art of Nature"


Un trucco: 
Se il tuo allestimento si sviluppa in orizzontale (sul tavolo) e in verticale (con espositori), esponi ogni prodotto "un po' su e un po' giù", sai perché? Perché la gente spesso cammina con la linea visiva puntata sui tavoli e, anche se percepisce tutto l'allestimento, molto spesso non vede quello che è esposto in verticale!
Al contrario, alcuni notano solo quello che è in alto.
Così se ti accorgi che qualcuno è interessato ad un prodotto puoi dirgli "ne trova altri esposti qui".

Le #missoftheworld sono esposte sia sopra che sotto e i tubijoux anche


Col passare del tempo:
ogni anno o quando ne senti il bisogno, studia di modificare il tuo allestimento rimanendo fedele al tuo stile. Puoi variare le stoffe o gli oggetti che usi per esporre. Trova qualche nuova soluzione. In questo modo, farai capire a chi ti segue che non sei solo li "basta che si venda" ma che ci tieni. Un'esposizione curata è il biglietto da visita visivo in un market handmade.

L'esposizione di Tu.Bi Design cambierà a breve... stay tuned!


7) dietro la bancarella, preparati una zona confezionamento.
Appena hai finito di allestire l'esposizione, predisponi una zona dietro alla bancarella dove potrai comodamente confezionare le tue creazioni. Se hai dei timbri per i sacchetti, timbrali a casa ma se non riesci, è una cosa che potrai fare nei tempi morti del mercatino.
Io per esempio, ho organizzato una piccola scatola in cui tengo i sacchetti di diverse dimensioni, washi tapes, nastro, perforatrice e forbice. Così ho tutto subito a portata di mano, è importante nei momenti in cui hai tante persone attorno al tuo stand (e te lo auguro con tutto il cuore!)

8) Sii gentile e discreta. Se puoi, non startene seduta nascosta dietro ma mantieni il contatto visivo con le persone che si fermano. Fai un piccolo sorriso, un cenno o un saluto ma cerca di essere discreta, senza "assalire" subito chi viene da te proponendo il tuo prodotto, potresti intimorire! Pazienta un po' e se vedi che la persona guarda con interesse puoi dirle "se ha bisogno o se vuole chiedere sono a disposizione". Parola d'ordine: gentilezza!

9) Portati qualcosa da fare nei tempi morti.
In ogni mercatino o market ci sono orari in cui il flusso di gente si dirada, tipicamente all'ora di pranzo e fino al pomeriggio, quando poi "escono a fare un giro".
Puoi approfittarne per portare avanti qualche step del tuo lavoro, se le tue lavorazioni lo permettono. Oppure leggi un libro o approfitta per fare un tour degli altri espositori!

10) Never forget:
- acqua da bere e qualcosa da sgranocchiare
- salviettine umidificate
- scaldolino per l'inverno, antizanzare e crema solare per l'estate!
- un telo impermeabile salva-bancarella in caso di pioggia (io tengo quelli sottili che si usano per coprire i mobili quando si ridipinge casa)
- qualcosa che faccia da peso per il gazebo in caso di vento



Last, but not least...
i problemi vanno lasciati a casa, in bancarella porta solo il tuo sorriso!


Qui si conclude la mia miniserie di consigli per te che vuoi cominciare a fare market creativi, ti è piaciuta? Ti è servita? Mi interessa moltissimo la tua opinione e la tua esperienza, scrivimi nei commenti!