giovedì 23 ottobre 2014

My plant shelfie!


Finalmente riesco a partecipare al nuovo appuntamento con gli Urban Jungle Bloggers di da Judith e Igor.
Questo mese il tema proposto era "My Plant Shelfie", una composizione green su una mensola che parlasse di noi.
Ecco, per questa composizione io non ho fatto styling, se entraste adesso in casa mia vedreste tutto questo esattamente così. Il motivo della mia scelta è che tutto quello che c'è in questa composizione parla di me: la piantina nella latta di pomodoro (prodotto nella mia città, Parma) è così da tempo e parla di riuso e riciclo come piace a me, il vecchio coperchio smaltato rosso e usato come fosse un quadro era della mia nonna, la tavola decorata, una delle mie creazioni handmade della serie "the Art of Nature" che tanto sono piaciute nei mercatini questa estate.
E quel mini cactus cresciuto in modo così strano, io lo trovo simpaticissimo, sembra che stia alzando la mano come a voler prendere la parola e dire la sua. Ogni giorno quando rientro in casa mi strappa un sorriso!

Today a new round of the Urban Jungle Bloggers group, created by Judith and Igor.
This month the theme proposed was "My Plant Shelfie", a green composition on a shelf representing us unique as we are.
Here, for this composition, I have not done styling, if you come into my home just right now you would see it all exactly as it is. The reason for my choice is that all there is in this composition speaks about me: the succulent in the can of tomato (product in my city, Parma) tells about upcycling which I love so much, the old red enameled lid which I use as a framework come from my grandmother, the decorated wooden table, one of my handmade creations from the series "the Art of Nature".
And that mini cactus grown so strangely, I find it very nice, seems to be raising his hand as if to speak and tell us his thoughts. Every day when I return home it gives me a big smile!



















Arrivederci al prossimo appuntamento!
Bye bye to the next time!

Per curiosare tra le ispirazioni green degli Urban Jungle Bloggers potete visitare la  board di Pinterest e la pagina Facebook.


I you want more green inspiration you can find it in the Urban Jungle Blogger's Pinterest Board or in the Facebook Page.




martedì 21 ottobre 2014

Vieni avanti Creativo #1: Stefania e Paola di Cartabianca!

Eccole qua, le prime protagoniste della nuova rubrica "Vieni avanti Creativo" di cui vi avevo parlato qui.
Loro sono Stefania e Paola di Cartabianca. Le ho conosciute al Festival dell'Handmade di Verona questa primavera e per le loro creazioni è stato amore a prima vista.
Creano principalmente utilizzando carta di quotidiani e in tal modo coniugano il mio amore per il riciclo con quello per la parola ed il messaggio. Infatti le parole dei quotidiani diventano parte integrante della creazione e questo, oltre all'originalità e alla bellezza di quello che fanno, è andato dritto al mio cuore. Oltretutto sono due ragazze simpaticissime e alla mano, con occhi trasparenti e larghi sorrisi...
Insomma, ve le presento e lascio a loro la parola!











        Chi sono Stefania e Paola?
Sicuramente siamo due creative; del genere uno ne penso tre ne faccio. Siamo profondamente simili anche se continuiamo a ripeterci che siamo molto diverse.
Una è precisa, l'altra pignola. Una è chiaccherona, l'altra "diversamente zitta". Una ride, l'altra piange. Una sogna a occhi aperti, l'altra cade dalle nuvole. Una conosce la texture di ogni testata giornalistica, l'altra la grammatura dei fogli di ogni quotidiano. Una esagera, l'altra da la giusta misura. 


        Cos’è “Cartabianca”?
Nella sua ambivalenza semantica, Cartabianca, racchiude la nostra filosofia. La carta è il nostro strumento di lavoro e Bianca è l'assenza di margini e di limiti nel suo utilizzo.
E poi perchè "Ti lascio cartabianca" è la frase che sentiamo più spesso quando ci chiedono le nostre creazioni. E questo è il più gradito segno di fiducia.

        “C’era una volta…” raccontatemi come nasce “Cartabianca”
Cartabianca è il caso. Per caso ci siamo incontrate per strada, per caso ci siamo trovate a condividere esperienze comuni, e per caso ci siamo piaciute, raccontate, affidate. Ma per volontà ci siamo scelte e ci siamo imbarcate nell'avventura di costituirci Associazione Culturale. Un viaggio intenso. La scelta è quella di uscire dalle nostre case e  raggiungere tutte le persone che utilizzano le mani per dar forma alle proprie idee.

        Voi usate principalmente carta e in particolare quotidiani dove la parola è protagonista: qual è il fascino di questo materiale che vi ha conquistate?
Utilizziamo tutte le carte, in particolare siamo rimaste affascinate dalle pagine dei quotidiani dopo varie sperimentazioni e ricerche. In particolare la scelta ricade sull'unicità del risultato. Le parole che strappiamo dagli articoli rendono le nostre creazioni uniche soprattutto per il significato che assumono. Indossiamo gioielli che parlano di noi. E poi l'idea di creare oggetti ecosostenibili trasformando semplici fogli di giornali ci entusiasma.


        Da cosa o come vi lasciate ispirare?
Stiamo frequentando un corso in cui ci insegnano a lasciarci guidare dalla carta, affidarci alla carta, come se questa fosse fonte di ispirazione. E questo ci ha permesso di capire che quello che ci porta a intestardirci su questa strada sono le piccole e intense emozioni che viviamo mentre lavoriamo. Il suono della carta che si piega o della matita che scorre sul foglio, l'intreccio sempre nuovo che si crea con le cannucce di carta, o la scelta di un gioiello per il messaggio che comunica nella sua bellezza creativa. 

        Cosa vuol dire per voi creare?
Non sappiamo darti una risposta dettagliata, ci compaiono davanti agli occhi tante immagini distinte. Proviamo a raccontartele.
Dare forma alle proprie idee. Sporcarsi le mani. Cercare il dettaglio. Esprimere il proprio carattere. Ricominciare da capo. Ammirare il risultato. Sperimentare nuove tendenze.

        Raccontatemi una storia o un aneddoto o un’emozione legata a qualcosa in particolare che avete creato
Al termine del Festival dell'handmade  a Verona, dove ti abbiamo conosciuta, ci siamo scattate una foto con mazzo di rose di giornale... e l'abbiamo ironicamente postata. sui nostri profili facebook, scrivendo: "se son rose fioriranno.." e da quel momento ci siamo dedicate a coltivare il nostro giardino fiorito!!!


        Guardiamo nella sfera di cristallo: come sarà “Cartabianca” da adulta?
Non è nella filosofia cartabianca prevedere un punto di arrivo. Cartabianca è "senza margini, senza limiti", e quindi un divenire continuo seguendo un po' il vento delle nostre passioni. E' proprio l'infinità del nostro progetto che ci permette di cambiare rotta come e quando vogliamo. Ogni punto di arrivo è un nuovo punto di partenza.
E poi, Cartabianca, è una nuova creatura, una neonata, un cucciolo con tanta voglia di giocare e divertirsi.


        Dove possiamo trovarvi?
Stiamo lavorando per aprire la nostra sede che sarà a Busto Arsizio. Sarà uno spazio aperto per le persone a cui interessa  avvicinarsi alle arti cartarie e anche a tutti i creativi che avranno voglia di partecipare all'avventura Cartabianca.
Tutti gli aggiornamenti potete trovarli sulla pagina Facebook Cartabianca Handmade o sul sito www.cartabianca.va.it .
E naturalmente ci trovate nei nostri contatti mail per qualsiasi informazione, richiesta o scambio di opinioni.
paola.cartabianca@gmail.com  
stefi.cartabianca@gmail.com






Vi siete innamorati anche voi di queste due creative così in gamba? Le loro creazioni sono proprio in linea con il mio modo di pensare e vedere le cose, c'è sintonia!

Chi sarà il prossimo protagonista? Uh sentite, bussano alla porta... "toc toc", "Vieni avanti Creativo!"




venerdì 17 ottobre 2014

Costruire una casa per le coccinelle - DIY d'autunno

Dopo un'estate quasi inesistente anche qui è arrivato l'autunno, un autunno strano con una buona dose di contrasti. Quattro giorni fa la mia città, Parma, è stata allagata e sommersa dal fango di un torrente esondato dopo abbondante pioggia (come Genova e parte del Piemonte) invece oggi già alle 8.00 di mattina si prospettano 28°C come ieri.
Evidentemente siamo impreparati ad accogliere queste stagioni mescolate ed impazzite. Mi chiedo come reagiscano a queste altalene climatiche le altre creature dei nostri territori, che scandiscono la propria esistenza con il passare delle stagioni.
Sicuramente il loro orologio biologico è più potente del nostro ed anche se oggi ci saranno 28°C loro sanno che dovranno cominciare a trovare riparo per l'inverno.

Lo fanno le coccinelle, prima dell'arrivo del freddo si riparano raggruppandosi a grappoli per mantenere il calore. Io me le ritrovo spesso tra le persiane o sotto ai mobili del terrazzo. Le coccinelle sono insetti belli e buoni, si cibano di afidi ed altri parassiti che infestano le piante in giardino, quindi vale la pena tenerle vicine a noi perché belle ed utili.

Così, quando io e l'idraulico siamo stati chiamati da Dremel per andare alla fiera Creattiva di Bergamo, abbiamo pensato di costruire una casetta per le coccinelle, un riparo per l'inverno. L'idea non è certo nostra, sul web se ne vedono molte, noi ci siamo ispirati a quella costruita da Jonathan nel programma "I sempreverdi".




Abbiamo usato:

- legno recuperato da pallet (non trattato)
- legno compensato spessore 1 cm (non trattato)
- canne di bamboo di varie dimensioni, con apertura minima di diametro 1 cm
- 2 cerniere con relative viti
- 1 chiusura in metallo
- chiodi
- colla per legno
- chiodi di legno (quelli che vanno inseriti nello spessore)
- matita, metro, squadro, martello
- utensile per taglio lineare legno (Dremel DSM20)
- utensile per forare il legno (Dremel 4000)
- utensile per levigare il legno (Dremel Multimax)
- pirografo (Dremel Versatip)

Come fare?

Bisogna creare una specie di scatola con coperchio, ma il coperchio è solo per metà lunghezza scatola (come si vede nelle foto). Decidete le dimensioni che volete ottenere per la scatola e tagliate il legno dei pallet nelle misure scelte, due pezzi lunghi e due corti, da assemblare in un rettangolo con l'aiuto di chiodi, martello e colla. (la foto sotto è di un lavoro precedente)
Purtroppo a causa di qualche intoppo durante Creattiva mancano le foto dei primi passaggi, portate pazienza!


Sovrapponete il rettangolo al compensato e prendete la misura dello spazio interno. Tagliate un rettangolo di compensato che sarà il fondo della casetta. Incastratelo nel rettangolo e fissate con chiodi, martello e colla. Purtroppo del prossimo passaggio mancano proprio le foto, comunque dovete tagliare un pezzo di pallet da inserire nella scatola come divisorio tra la parte sotto (che verrà riempita di bamboo) e la parte sopra (che sarà chiusa dal mezzo coperchio). Fissate questo divisorio con colla, chiodi e martello.
Per ottenere il "mezzo coperchio", tagliate altri due pezzi di pallet lunghi la metà del lato lungo della scatola ed uniteli inserendo nello spessore dei chiodi di legno e colla. Levigate tutto come mi vedete fare nella foto 1. Fissate il coperchio alla scatola con le due cerniere da un lato e con la chiusura in metallo dall'altro lato, come fa l'idraulico in foto 2.
Tagliate tanti pezzetti di bamboo di misura con lo spessore della scatola ed inseriteli nella parte aperta semplicemente ad incastro, senza usare colla. Incastrate bene i pezzi tra grandi e piccoli in modo che restino ben fermi.
Con la matita disegnate una coccinella sul coperchio e passate il disegno con il pirografo come faccio in foto 3 e 4.





Con la matita disegnate dei cerchi che rappresentano i punti sul dorso della coccinella come mi
 vedete fare in foto 5 e 6. Con un trapano bucate il centro dei cerchi come fa l'idraulico in foto 7 e poi allargateli come faccio io in foto 8 (sto usando il Dremel 4000).
Rifinite i bordi dei cerchi con il pirografo.






Una volta completata, la casetta è pronta per essere messa in giardino, almeno ad un metro da terra ed esposta a sud.
Dovete riempire la parte superiore con paglia e uvetta e bagnarla spruzzandola di acqua e zucchero. Attratte dal dolce le coccinelle entreranno dai buchi, mangeranno e poi si infileranno nel bamboo per tenersi al riparo durante l'inverno!
Così alla prossima primavera coloreranno di nuovo il vostro giardino.

La casetta ha avuto molto successo in fiera, tra gli adulti ed i bambini, e a voi piace?

giovedì 16 ottobre 2014

Cosa ho imparato dai mercatini - una nuova rubrica

Questa estate io e l'idraulico ci siamo armati di gazebo, tavoli, cavalletti, tovaglie e abbiamo gironzolato la provincia di Parma esponendo ai mercatini dell'handmade.
La primissima volta che abbiamo esposto e venduto le nostre creazioni è stato all'edizione primaverile del "Festival dell'Handmade" a Verona.
Confesso che da persone abituate a frequentare fiere e mercati come visitatori, mettersi "dall'altra parte" è stato bello, emozionante ma anche difficile per molti versi. Come avevo scritto in questo post sulla Festa Multiculturale di Collecchio (Parma), esporre le proprie creazioni equivale quasi a mettere a nudo una parte di sè. Alcuni non la capiscono mentre altri se ne innamorano. In pratica è come lo specchio della vita stessa dove vale la regola che non si può piacere a tutti. Il fatto è che razionalmente ne sei consapevole, emotivamente un pochino meno.

La nostra bancarella alla Festa Multiculturale di Collecchio (PR) 2014


La cosa più bella che mi porto a casa dai mercatini sono gli altri creativi. Si arriva, si monta il gazebo, si predispone l'allestimento e intanto ti scambi sorrisi e sguardi e alla prima occasione parte la stretta di mano e ti racconti. Poi vai a curiosare prima che cominci ad arrivare troppa gente... e lì è come, non so, scoprire dei tesori!
Perché le persone sono come tesori, lo sapete?
Si vedono tante cose belle ma tra queste alcune si piantano nel cuore al primo sguardo vuoi per lo stile, i colori, i materiali, le lavorazioni... le creazioni parlano della persona che le fa nascere e alcune volte già attraverso di loro senti una forte affinità e che quella persona ti somiglia moltissimo.

Insomma, io questi tesori che mi si piantano nel cuore ve li voglio raccontare, sono convinta che vi innamorerete anche voi.

Così dalla prossima settimana partirà una nuova rubrica che, in nome della mia vocazione da cabarettista comico, ho chiamato : "Vieni avanti Creativo!". Ogni mese intervisterò un creativo conosciuto durante le mie esposizioni e che, per un motivo o per l'altro, mi ha conquistata.

Mano alle agende, vi aspetto perché, fidatevi di me, ne vale davvero la pena!

martedì 14 ottobre 2014

Come resistere alle tentazioni ed essere felici - restyling cassettiera di vimini

Per una come me, andare in cerca di soluzioni per rinnovare un angolo di casa è sempre una grossa tentazione. E' così facile entrare in un negozio, comprare e portare a casa... ma resistere si può. Credetemi.
Resistete alla tentazione che dura da anni di disfarvi di quell'orrida cassettiera marrone in vimini piazzata in bagno a fare a pugni con il resto e provate invece a spararle addosso del colore.
Se, come me, avete sempre in giro per casa delle bombolette spray di smalto acrilico mezze usate, basterà trovarle, combinare due colori in linea con la vostra idea e spruzzare come se non ci fosse un domani o comunque finché lo spray non finisce.
Poi potete posizionare del nastro carta e impugnare pennello e acrilico turchese per fare una bella riga (a me le righe piacciono tanto più dei pois).
Poi potete guarnire il tutto con una stellina di lana a crochet fatta l'anno scorso, perché magari avete provato a fare una nappina ma era venuta uno schifo. Piazzateci sopra una bella scatola che vi ha regalato un'amica e la tentazione sarà vinta!
ogni volta che entrerete in bagno non potrete fare a meno di guardare il mobiletto e sentirvi felici.

For someone like me, going around in search of solutions to renew a corner of the house is always a big temptation. It 'so easy to walk into a store, buy and take home ... but you can resist. Believe me. 
Resist the temptation to dispose of that horrid brown wicker chest of drawers placed in the bathroom to do battle with the rest and try to shooting some color. 
If, like me, you always have some acrylic enamel spray cans half-used, just find them, combine two colors in line with your idea and spray as if there was no tomorrow or until the spray does not end. 
Then you can place the paper tape and make a beautiful line in acrylic turquoise (I like stripes instead of dots). 
Then you can garnish the whole thing with a wool star made by crochet, because maybe you have tried to make a tassel but came sucks. Place above a beautiful box that a friend gave you, and the temptation will be won! 
Every time you'll enter the bathroom you can not help but look at the cabinet and feel happy.







Immagine del "before" presa da goalad









giovedì 9 ottobre 2014

#epicfail fotografico - anche gli idraulici sbagliano!

L'avevo promesso e, come si dice, ogni promessa è debito.
Ho per voi un nuovo contributo alla rubrica dal titolo #epicfail della mia amica blogger Serena di Cappello a Bombetta ma questa volta non è #anchelecraftersbagliano ma è #anchegliidraulicisbagliano.

Si, anche l'idraulico sbaglia, ma non lo ammetterà mai. E quando dico mai intendo proprio mai, anche se avete scattato delle foto come prova.
Settimana scorsa vi ho mostrato la parete attrezzata che abbiamo costruito per l'ingresso. Abbiamo costruito e montato tutto in un weekend presi dalla frenesia creativa ma già il lunedì successivo mi sono accorta che ci sarebbe stato un grosso "problema da blogger": fare le foto finali! Lo spazio estremamente ristretto, infatti, impedisce l'inquadratura d'insieme ed ormai era già tutto montato e fissato a muro.
Vedo l'idraulico che rimugina e corre in garage, sento che taglia, fa, disfa... poi come per magia (bianca o nera non saprei) me lo ritrovo davanti alla parete che armeggia con questa invenzione: aveva tagliato un pezzo di tubo per collocarci il suo cellulare, montarlo sulla bolla e con un sistema a carrucola tentava di far scorrere il telefono per scattare una panoramica verticale.
Scenario tragicomico, risultato ahimè ballerino (troppo attrito e il telefono sobbalzava) ma ammetto... idea davvero ingegnosa!

Le foto finali le ho scattate io con il caro, vecchio metodo "mi metto in punta di piedi e scatto alle spalle". Meno divertente ma funziona.
Se vuoi vedere il mio primo contributo agli #epicfail di Serena clicca qui.

Every promise is a promise.
I have a new contribute to the column named #epicfail of my dear blogger friend Serena of Cappello a Bombetta.
Even the plumber fails, but will never admit it. And when I say never I mean never, even if you have taken a photo as proof.
Last week I showed you our new organized entry wall. We have built and assembled all in one weekend taken by creative frenzy, but the following Monday, I realized that there would be a big "problem by blogger": how to take the final pictures! The space is extremely limited, in fact, prevents the framing of the whole, and now it was all assembled and fixed to the wall.
I see the plumber who broods and runs into the garage, I feel that size, do, undo ... then as if by magic (black or white I do not know) I find him in front of the wall that tinkers with this invention ...
had cut a piece of pipe to situate his cell phone, mount it on the bubble with a pulley system and tried to slide the phone to take a vertical panoramic pic.

Tragicomic scene with result alas dancer (too much friction and the phone bounced) but I admit ... really ingenious idea!
The ultimate photo was taken by me with the dear old method "I put myself on tiptoe and step behind." Less funny but it works.

If you want to see my first contribute to the column #epicfail click here.






e poi finalmente...


martedì 7 ottobre 2014

Gocce di ispirazione: equilibrio di contrasti

Ultimamente ammetto di essermi dedicata a lavori più di bricolage che decorativi. Forse sarà proprio stato per questo che quando mi sono imbattuta nelle immagini della casa di Justine e Angus a Toronto  (Canada) pubblicate da "Apartment Therapy" non ho potuto fare a meno di innamorarmene.
Strano perché ci sono diversi elementi spiccatamente femminili come i fiori, le tazze da tè old style, colori pastello, cose che solitamente non amo molto, ma il trucco c'è: tutto è abbinato e ben bilanciato da elementi a contrasto, mobiletti di recupero, pareti di mattoni, ceste di metallo, pavimenti in legno naturale.
Eccolo lì l'ingrediente segreto: l'equilibrio.
E poi l'orologio con le tazze da tè è proprio un'idea carina anche per esporre una piccola collezione!

Amate anche voi questi equilibri di contrasti?


I admit that recently I dedicated to the the bricolage more than to the home decor. Maybe it will be just for this reason that when I came across in the pictures of the home of Justine and Angus in Toronto (Canada) published by "Apartment Therapy" I could not help but love them. 
It's strange because there are several very feminine elements like flowers, old-style tea cups, pastel colors, things that usually I do not like much, but the trick is: everything is matched and well balanced with elements of recovery, brick walls , baskets, metal, natural wood floors. 
Here is the secret ingredient: balance. 
And then the clock with the tea cups is just a nice idea also to expose a small collection!





All the in this post are images via "Apartment Therapy"