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venerdì 22 febbraio 2019

Siamo in dolce lista d'attesa!

Sorpresa! Oggi ho una storia speciale da raccontarvi.

Chi l'ha detto che i bambini non li porta la cicogna? A noi la cicogna ha portato il sogno di una famiglia o, almeno, ci piace pensarlo. Ed è così che siamo finiti in "dolce lista d'attesa"!






Da molti mesi vi parlo di un progetto, di un percorso difficile, di montagne russe di emozioni e questo è il post che ho tante volte rimuginato se scrivere oppure no. Perché parlare apertamente di una gravidanza non è sempre facile ma di adozione ancora meno. Perché il tempo si dilata all'infinito e sembra non passare mai, perché sei in attesa ma non sai se un bambino arriverà oppure no, perché se arriverà potrebbero esserci mille difficoltà con cui fare i conti...

Ma c'è anche un'altra cosa con cui fare i conti: la nostra felicità! Perché affrontare questo percorso è duro ma talmente bello che vorresti condividerlo con tutti.
Perché, in fondo, i genitori adottivi hanno a che fare con pregiudizi con cui combattono ogni giorno ma forse, questi pregiudizi, diminuirebbero se di adozione si parlasse di più. 


"Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo!"
[cit. Professor Keating ne L'Attimo Fuggente]


E allora ho voluto dar retta a quello che sentivo giusto e condividere con voi questa avventura, se vi andrà di leggerla. Qui non cambierà niente, protagonista sarà sempre la creatività ma avevo promesso che sarei tornata a raccontarmi ed eccomi qui, pronta a farlo!
E se questa cicogna non portasse niente? Vorrà dire che ci tireremo su le maniche e continueremo a vivere la nostra felicità, consapevoli di aver comunque arricchito il nostro amore durante questo percorso.

Da oggi troverete una nuova pagina qui sul blog, la pagina "Adozione". Scriverò senza scadenza fissa, cercherò di non inondarvi di cose tecniche e pesanti ma racconterò me stessa mentre cammino su questa strada assieme all'idraulico. Allo stesso tempo, però, voglio spiegare il mio punto di vista  su molti concetti che spesso sono poco considerati o capiti. Speriamo davvero di poter essere di aiuto a chi ha voglia di saperne di più e a chi vorrebbe intraprendere questa strada ma non sa bene di cosa si tratti. Per qualsiasi domanda, la mia mail vivereapiedinudi@gmail.com è un canale aperto con voi!

L'adozione è l'unica "dolce attesa" vissuta davvero alla pari da mamma e papà, non è meraviglioso?

Non sappiamo di che colore, età o nazionalità sarà nostro figlio o figlia, potrebbero anche essere due ma sappiamo che si troverà in Italia perché ci siamo resi disponibili per Adozione Nazionale ed è proprio di questo percorso che parlerò, perché è ancora meno conosciuto e forse ancora più ricco di pregiudizi.
Sappiamo di sicuro che, due giorni prima di depositare i nostri documenti alla Cancelleria del Tribunale per i Minorenni, l'idraulico ha vinto una cicogna alla pesca di beneficienza... e per noi, quella è la cicogna che ha portato il sogno della nostra famiglia ad essere un po' più reale!





Se poi vorrete seguire questa storia anche sui social, cercate l'hashtag #adozioneapiedinudi!

venerdì 11 gennaio 2019

IKIGAI - La via giapponese per vivere felici


Non tutti abbiamo la fortuna o la capacità di realizzare ciò che veramente vorremmo nella vita. Non tutti riusciamo ad essere chi veramente vorremmo.
Succede così che, più o meno tardi, ci ritroviamo intrappolati in vite che non vorremmo vivere, facendo lavori che non ci piacciono, ci sentiamo inadeguati, delusi con noi stessi e, allo specchio, fatichiamo a riconoscerci.
Sono situazioni che logorano lo spirito ma anche il corpo, dapprima quasi in modo impercettibile e poi sempre più velocemente. Ma cos’è che veramente vogliamo? Cosa veramente ci piace fare e cosa siamo bravi a fare? Cosa ci rende felici?

Vi siete mai sentite così? Io ammetto di sì, soprattutto quando (perdonatemi se lo dico troppe volte), ho dovuto reinventare la mia vita e passare attraverso vari periodi difficili.
Se fossi stata in Giappone, mi avrebbero insegnato a ricercare il mio IKIGAI, una bellissima parola per identificare la ragione di esistere, la ragione di vita.



Ho letto questo libro che mi ha incantata dopo averlo visto da Lucia “Paz Garden”. L’IKIGAI può sembrare un concetto semplice ma non è affatto facile da trovare. Si trova dentro di noi ed è, sostanzialmente, la ragione più vera e profonda per cui ci alziamo al mattino, il significato della nostra vita.

L’IKIGAI si colloca nell’intersezione di quattro concetti: la nostra passione, la vocazione, la nostra professione e la nostra missione di vita. Alle spalle di questi concetti ci sono ciò in cui siamo bravi, ciò che amiamo, ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui possiamo essere pagati.
Capite quindi perché trovare il proprio IKIGAI richiede una profonda introspezione, sincerità verso se stessi e obiettività nei confronti delle proprie capacità ma delle possibilità concrete di farle fruttare. Bisogna conoscersi bene, in sostanza. Trovarlo, vuol dire essere sereni rispetto alla propria vita, sapere chi si è, cosa ci rende felici e dove si vuole andare con le proprie azioni, cosa che ci permette di reagire con serenità anche agli eventi avversi che ci capitano attorno. In sostanza, chi conosce se stesso e la propria ragione d’essere può definirsi felice!

Non solo può definirsi felice: chi lo trova, può aspirare a vivere una vita lunga se, in aggiunta, mangia in modo salutare, fa un moderato esercizio fisico, vive abbastanza all’aria aperta e si tiene sempre occupato e in continua sfida con le proprie capacità (mai adagiarsi sugli allori, insomma!). Proprio come fanno gli abitanti delle isole di Okinawa, in particolare il villaggio di Ogimi conosciuto come “il villaggio della longevità”. Io me lo immagino come in certi film e manga giapponesi, popolato da persone sagge e serene, che non perdono mai il controllo, che non sbuffano mai e che sorridono sornioni sotto a lunghi baffetti.

Una vita longeva richiede bassi livelli di stress, perché lo stress causa un invecchiamento precoce delle cellule del nostro organismo. Anche la nostra attitudine ha un effetto anti-invecchiamento: avere un atteggiamento positivo nella vita riduce infatti il livello di stress. Quindi in effetti, cercare di vivere con poco stress non dipende tanto dalle avversità che ci accadono quanto dall’atteggiamento con cui le affrontiamo, dipende, insomma, dal nostro essere positivi e dalla nostra capacità di accettare le emozioni che proviamo, anche quelle negative.  Non cercare di controllarle ma accettarle per reagire.
Ma noi non combattiamo solo contro le avversità della vita, combattiamo anche contro noi stessi o meglio contro quanto pretendiamo o ci aspettiamo da noi stessi. Ciò è dovuto anche al condizionamento esterno della società, dal confronto con gli altri.

Sembra tutto molto complicato, vero? Perché siamo abituati a vivere nell'ansia di dover fare, raggiungere obiettivi, stare al passo con gli altri e confrontarci col giudizio degli altri, sia nel lavoro che nella vita.
Invece, in definitiva, dovremmo cercare di fare il più possibile ciò che ci rende felici e badare per prima cosa a coltivare noi stessi più che a compiacere le aspettative altrui. Questo, ad esempio, è un punto molto ostico per me che tendo a sacrificare i miei desideri per accontentare gli altri.
Dovremmo anche cercare di capire qual è quel talento che ci rende unici e puntare su quello. Trovare la spinta che ci farebbe alzare ogni mattina con l'entusiasmo e la voglia di essere positivi. Per me che sto ancora trasformando la mia vita e intraprendendo un'attività creativa, tutte queste riflessioni sono faticose da un lato ma stimolanti e ricche di speranza dall'altro, perché mi fanno capire che, forse, sto trovando il mio IKIGAI in quello che faccio. Non è affatto poco!

Provate a pensare a tutto questo su due piani di lettura: la vita e il lavoro.
Se state cercando di realizzare la vostra passione e il vostro sogno, credo proprio che la ricerca dell'IKIGAI potrà esservi utile per capire quale strada volete davvero prendere, quale strada vi rende felici. Certo, non possiamo pretendere che trovare la propria strada per la felicità sia facile.







Cosa ne penso io?
Penso che l'IKIGAI sia bellissimo punto di partenza per lavorare su noi stessi e il nostro atteggiamento.

Spero che abbiate trovato qualche spunto di riflessione, se vi va di condividerlo con me nei commenti, ne sarò felicissima. Avete già trovato il vostro IKIGAI? Vi sembra una cosa sciocca? Cosa ne pensate?
Fatemi sapere!

mercoledì 13 giugno 2018

Ti presento #ilmercoledìdellepiccolecose su Instagram, partecipi anche tu?

Parliamo del mercoledì, questo giorno a metà settimana. Diciamoci la verità, non tutte le settimane sono piene di energia e passano in fretta che non te ne accorgi... tante settimane sono lunghe e faticosette che quando iniziano non vedi mai la fine!

Ma c'è sempre un "ma"... il segreto è godersi le piccole cose belle e positive che ci circondano ogni giorno, focalizzare l'attenzione su quelle ed esserne felici. C'è sempre il modo di trovare quella cosa positiva, anche piccola, che ci ha fatto sorridere e stare bene!

Il trucco è l'atteggiamento con cui affrontiamo le giornate e quello che ci accade, possiamo affrontare la vita in modo allegro o pacifico ma sempre positivo. Come dice la mia amica Anna di Tulimami (pensate che la sua parola dell'anno è "cuorcontento"!) "questo non vuol mica dire che ci deve andare bene tutto!", anzi, vuol solo dire che dobbiamo imparare ad apprezzare il buono che abbiamo a disposizione, anche nei momenti difficili.

Quindi, ormai da qualche mese ho deciso di rivalutare il mercoledì, il giorno in mezzo alla settimana che a volte è difficile da superare, condividendo sulle Stories del mio profilo Instagram una piccola cosa bella che mi ha dato gioia quel giorno (ma anche nella prima metà della settimana) e possono partecipare tutti, condividendo le proprie piccole cose felici!





Le regole sono semplici:

- condividi in una Storia di Instagram o in bacheca la tua piccola gioia del mercoledì
- usa l'ashtag #ilmercoledidellepiccolecose
- taggami @living_barefoot così posso ricondividere il tuo contributo sulle mie Stories

Perchè? Perché il bello è proprio la condivisione dei piccoli momenti di felicità, se li condividiamo gli diamo importanza e ci accorgiamo di quanti piccoli momenti felici e di quante piccole cose positive ci circondano!

Così ci facciamo forza tra di noi, ci scambiamo positività, reagiamo assieme alle difficoltà, gioiamo assieme di cose belle e ci aiutiamo a vicenda ad arrivare al weekend con il sorriso.
Perché i social sono condivisione e sono uno strumento potente per sostenerci a vicenda. Perché, come ho detto qui, la creatività va a braccetto col benessere e col sorriso quindi dobbiamo assolutamente imparare a vivere la vita con l'atteggiamento positivo giusto, allenandoci ad assaporare anche i più piccoli bocconi di felicità.

Cosa ne dite, partecipate anche voi? Vi aspetto sulle mie Stories di Instagram, mi trovate QUI

mercoledì 30 maggio 2018

La creatività è benessere

Negli ultimi mesi sono stata ospitata da Il Giardino dell'Anima a Parma per tenere due workshop creativi. Prima di raccontarvi, devo fare una premessa. Ho sempre pensato che creatività e benessere fossero collegate e l'ho provato, anni fa, anche su me stessa. Ero biologa e lavoravo tantissime ore al giorno in un ambiente (e con persone) particolarmente stressante. Ho sempre amato la mia professione ma il contesto in cui la praticavo non mi faceva stare bene. Ogni tanto, nei weekend, mi ritagliavo del tempo per un po' di creatività, ridipingevo mobili, decoravo oggetti ed era come entrare mentalmente in un'isola di tranquillità che rimetteva a posto ciò che si era spezzato, come una valvola di sfogo.
Nonostante questo, adesso che la mia vita è diversa e mi occupo anche di creatività, quando Federica e Margherita del Giardino dell'Anima mi hanno proposto i workshop, ho pensato "non sarò fuori luogo?". Non potevo sbagliarmi più di così.



Il Giardino dell'Anima è un centro benessere, dove Federica e Margherita si prendono cura di corpo e anima praticando la naturopatia, shiatsu, bioenergetica, kinesiologia e molto altro.
Sulla loro pagina si legge un "invito a prendere coscienza di voi stessi, del vostro corpo e delle vostre emozioni, perché la psiche e il corpo sono due unità inscindibili!".

Quanto c'è di vero nella frase "psiche e corpo sono due unità inscindibili"? Io credo che non ci sia verità più assoluta!
Prima di fare i due workshop, non ero mai stata al Giardino e mi aspettavo uno dei classici centri benessere, sicuramente belli e accoglienti ma forse un po' formali. Invece, sono entrata in un antico cortile interno di un vecchio palazzo del centro città, di quelli che devi superare portoni in legno e cancelletti per poi rimanere a bocca aperta trovandoti in un giardino segreto pieno di rose e un po' selvaggio. Sono entrata in una piccola porticina e mi sono ritrovata in un posticino delizioso, dove le vecchie pareti sono decorate a mano, dove tutto è semplice, curato e delicato e ti fa già sentire bene.





Ecco, lì in un angolo tranquillo abbiamo apparecchiato la tavola per il workshop, posizionando tutto con cura e accendendo candele e musica. Sono arrivate le ragazze e abbiamo chiacchierato di creatività, ci siamo raccontate di noi, delle nostre vite, delle nostre aspettative, abbiamo scoperto la sensazione della carta e della colla sulle mani, abbiamo dipinto con le dita e, in molti momenti, è successa una cosa magica.

Siamo state in silenzio. In silenzio mentre le mani facevano nascere due cose semplicissime, due orecchini di carta colorata, con gli occhi concentrati e sulla bocca un mezzo sorriso.
Un momento dedicato a noi stesse senza la consueta fretta, senza pensare a tutto quello che devo fare dopo, a chi mi aspetta, a chi vuole qualcosa da me. E in quel momento, una delle ragazze ha quasi sussurrato che si sentiva bene, rilassata come se stesse facendo meditazione e tutte hanno esclamato "anche io!"

Sono rimasta molto colpita in quel momento dalla magia che si era creata durante il workshop, fino quasi a commuovermi. Far nascere qualcosa dalle proprie mani, creare, ha in sé un potere quasi primordiale, e si porta dietro la necessità di prendersi un momento per se stessi, in piena tranquillità. Non si può creare in fretta, non si possono scegliere i colori giusti sotto stress. La mente si rilassa e si svuota e si rilassa anche il corpo. Il collegamento è davvero inscindibile, la creatività è benessere!



L'esperienza al Giardino è stata meravigliosa (grazie Federica e Margherita!) e grazie anche alle ragazze che hanno partecipato durante i due workshop.
Forse ne faremo altri, magari creando cose diverse, ma intanto il mio consiglio è questo: ogni tanto ritagliatevi un momento per voi stesse e per imparare a creare qualcosa, farete un grosso regalo alla vostra mente e al vostro corpo.

Cosa ne pensate? Avete anche voi la stessa sensazione di benessere mentale e fisico quando create? Raccontatemi se volete le vostre esperienze nei commenti!

giovedì 18 gennaio 2018

Di mindfulness, consapevolezza, crescita e creatività.

Ok, se dal titolo vi sembra che ci sia un po' troppo... forse avete ragione. Avevo scritto che sarei tornata a raccontarmi e avevo scritto che sono mesi che viaggiano a cavallo tra la difficoltà e la bellezza. Sicuramente impegnativi, mesi che mettono a dura prova, che costringono a guardarsi dentro, che ti sfidano fissandoti negli occhi.
Al di là della storia personale di ognuna di noi, forse capita anche a voi di sentirvi in periodi di questo tipo. Come ne veniamo fuori?

Ho sempre pensato che camminare nella Natura sia un buon approccio, perché riconnette con le cose semplici e costringe a guardarsi attorno (ridimensionando spesso il valore dei problemi che ci affliggono) ma anche a guardarsi dentro con sincerità.

Domenica scorsa io e l'idraulico siamo scappati al mare, in Versilia, che è molto vicina a casa nostra e che custodisce moltissimi ricordi della nostra adolescenza.
Proprio qui, nei posti che conosciamo e che ci hanno accolti tante volte, è facile liberare i pensieri e lasciarsi andare ad una tenera nostalgia.

In Versilia abbiamo camminato sulla spiaggia e abbiamo lasciato che lo sguardo si perdesse nell'orizzonte liquido. Adoro il mare d'inverno, molti lo considerano triste come considerano triste l'inverno stesso, invece per me non c'è niente di più poetico. Sarà perché sono una persona introspettiva, sarà che cerco di vedere il lato bello delle cose ma tutte quelle cabine chiuse mi sembrano così serene e tranquille, così intente a godersi il loro meritato riposo. Ci sarà tempo per la confusione, adesso godiamoci la pace.






Abbiamo ricordato chi siamo stati e pensato a come questo ci aiuterà a costruire chi saremo. A questo serve il passato, a raccontare chi siamo ma soprattutto a costruire la persona che saremo.

Può succedere di lasciarsi andare alla tristezza, avere pensieri negativi, stress e soprattutto preoccupazioni. E' umano e normale, quello che conta è scegliere di non lasciarsi sopraffare.

Avete mai sentito parlare di Mindfulness? La mindfulness è difficile da spiegare ma possiamo dire che è una forma particolare di consapevolezza in cui si presta attenzione al momento presente in modo intenzionale e non giudicante. Si può dire che sia una forma di meditazione (ma più un modo di vivere) che aiuta, semplificando davvero tanto, proprio a superare l'atteggiamento negativo e la preoccupazione che inevitabilmente alberga nel nostro modo di vivere quotidiano. La consapevolezza del momento presente, del qui, ora.
Le esperienze e il vivere pienamente la vita portano con se anche una quota di disagio, preoccupazione e dolore che, grazie ad un atteggiamento di consapevolezza (la mindfulness) può diventare motivo di crescita e creatività.
Noi siamo qui, adesso, quello su cui possiamo agire è il presente e l'atteggiamento con cui lo affrontiamo è ciò che fa la differenza.
A questo mi è servito camminare sulla spiaggia: a guardare il presente, cercando di viverlo al meglio, perché troppo spesso mi sto perdendo in quello che potrebbe succedere e rischio di esserne sopraffatta.

Questo è il link della AIM, l'Associazione Italiana per la Mindfulness, se avete voglia di approfondire (ci sono anche diversi corsi in tutta Italia).



Mi ci sono avvicinata questa estate grazie a Flow Magazine e accidenti, proprio in un momento davvero significativo in cui "mi ci voleva". Ho acquistato il numero di Flow dedicato alla mindfulness e l'ho studiato come un libro sacro, sentendomi subito a mio agio in questo modo di affrontare le cose.


Vi lascio qualche suggerimento/insegnamento che ho tratto dalla lettura e che ho sentito molto utile:

  • Gentilezza e accettazione: non possiamo fare tutto in modo perfetto e dobbiamo cercare di smettere di essere perfette per tutti. Più gentilezza verso noi stesse ci porterà più felicità.
  • Siamo nel presente qui e adesso, portiamo l'attenzione sulle esperienze che arricchiscono le nostre vite piuttosto che continuare a pensare a quello che è stato in passato (o a preoccuparsi per il futuro)
  • Scegliere consapevolmente di non lasciarsi sopraffare dai pensieri negativi
  • Sforzarsi di cercare la felicità nelle cose semplici e di goderle quando le troviamo
  • Se ci sentiamo stressate e sopraffatte, concentriamoci su qualcosa che ci piace in quel momento: un profumo, un suono, un gusto... se siamo coscienti di ciò che ci circonda, ci calmiamo e riusciremo a concentrarci meglio e a trovare l'ispirazione creativa
  • Essere meno in "doing mode" e più in "being mode"


Questi sono solo alcuni degli insegnamenti della mindfulness e anche se pensate "va beh, ma lo sapevo già", fermatevi a riflettere su quanto sia difficile seguirli davvero nel quotidiano e provate a farlo, con consapevolezza! Io ci sto provando e ne trovo davvero giovamento.


Foto scattata a Creta in agosto 2017



Per approfondire, tempo fa, anche Tulimami ha scritto di mindfulness in questo bellissimo post "Minfulness for creative people" dove intervista Elisa Chiodarelli di Quiet Room che la mindfulness la insegna. Utilissimo!

E voi conoscevate già la mindfulness? La trovate nelle vostre corde, la praticate a modo vostro? Vi sembra utile? Aspetto i vostri pensieri nei commenti




giovedì 19 ottobre 2017

Torno a raccontarmi. Non è una promessa, è un impegno.

Prima di scrivere questo post ci ho riflettuto parecchio e ho passato qualche minuto scorrendo la home del blog per guardarla "da fuori" e capire che aria si respirasse.
Ho trovato quello che sospettavo e sapevo dentro di me... poca spontaneità (e poco contenuto).
Ho una confessione da fare: gli ultimi 5 mesi di vita offline sono stati impegnativi, sia fisicamente che emotivamente. So che, andando avanti a leggere, non capirete molto bene dove voglio arrivare, chiedo scusa fin da ora e vi chiedo pazienza.

Io e l'idraulico, che questa estate abbiamo festeggiato 25 anni insieme, ci siamo imbarcati in un progetto davvero importante, del quale però è ancora prematuro parlare, perché alcune cose vanno coccolate nella vita privata finché non prendono la loro forma.
Si tratta di un percorso che è bellissimo ma che ci sta cambiando, mettendo alla prova, ci sta coinvolgendo in una serie di altalene emotive e, proprio per questo, sta assorbendo le mie energie.


Ho scattato questa foto la scorsa estate a Creta


Tra i due, io sono quella che, se le aprissi la testa, troveresti una miriade di rotelle e ingranaggi che girano a velocità della luce, producendo una serie infinita di "se", "ma", "forse" e ragionamenti vari. Spesso, esce del fumo da surriscaldamento e non è proprio una cosa buona!

Magari, leggendo, mi capirete perché siete così anche voi, così razionali da passare al vaglio tutti gli universi paralleli di possibilità e dubbi e così emotive da farvi travolgere dall'ansia che questi dubbi si portano dietro.

Il risultato è che pur nella felicità di aver intrapreso questo percorso, ho lasciato assorbire così tanto le mie energie che ho perso la spinta per scrivere e raccontarmi qui sul blog (il famoso blocco dello scrittore, dunque!). Non solo, non riesco a pianificare, a rispettare la scaletta e più scivolo e più mi innervosisco e mi blocco.
Lo scorso anno sono stata tra le vincitrici del concorso "A proposito di blog" (lo raccontavo qui) e avevo così tanti progetti che adesso mi sembra di aver deluso tutte le aspettative, ovviamente per prime le mie.

Poi, come spesso accade, è arrivata lei, la mia amica Anna Tulimami con questo post qui e questa frase qui

Non c’è niente in natura che fiorisce tutto l’anno, quindi non pretendere di farlo tu

There is nothing in nature that blooms all year long, so don’t expect to do so either


Ed è proprio così vero! Come scrive Anna, si tratta solo di aspettare che il bocciolo che c'è qui fiorisca di nuovo, lo farò con la serenità della consapevolezza che non devo pretendere di essere inesauribile. Si tratta di avere pazienza, di volersi bene e di aspettare.
Perché a volte ci occupiamo di tutto e di tutti e abbiamo bisogno di occuparci un po' anche di noi. Perché non siamo attaccati alla corrente e abbiamo bisogno di ricaricare le batterie.
O semplicemente,  perché alcune cose della vita sono come una ricetta di una torta buonissima in cui bisogna dosare bene gli ingredienti: hanno bisogno della giusta attenzione e cura, hanno bisogno di pazienza per lievitare nel modo giusto. Il premio sarà una torta soffice, profumata e gustosissima!
Magari anche voi vi sentite così e avete solo bisogno di metterci pazienza.


Due matti che non metteranno mai "la testa a posto"



Ecco, non posso ancora svelare cos'è questo percorso ma io ci sono, sto lavorando e mi impegno a tornare a raccontare di me e della mia vita come facevo una volta, quando Vivereapiedinudi era una seconda casa in cui incontrare le amiche per confrontarsi e scambiarsi idee.

Ci ho riflettuto tanto prima di scrivere questo post, perché mi sembrava che non avrei detto niente di utile, ma adesso sono contenta perché anche se non ho svelato molto, ho già ricominciato a raccontare di me.
Promette bene!

domenica 14 agosto 2016

Un cielo trapunto di stelle

La luce dei lampioni del mio quartiere mi dava fastidio ma percepivo lo stesso il significato dell'espressione "un cielo trapunto di stelle".
(cit. Nel blu dipinto di blu, di Migliacci e Modugno).

Hisanori Yoshida


Ho visto due Perseidi (sono le stelle cadenti!) e una terza con la coda dell'occhio, ma quella non l'ho contata.
Ho desiderato una cosa per me e poi una per mio marito. Sono stata egoista questa volta. Amen.

Quella trapunta di stelle se ne sta lì e sembra una cosa magica, invece è sopra di noi, attorno a noi, ci avvolge e ci ingloba. Lo spazio infinito è un concetto difficile da metabolizzare, che racchiude in se il segreto di una forza, un'energia talmente grande che, in un certo momento, ha fatto interagire le molecole che hanno preso vita.
Saskia


Vita... Quella che ho studiato per anni (la biologia), sperando di carpirne il segreto... Perché è da quando sono piccola che vorrei capire il segreto che ha reso possibile la vita.
Insomma... Ad un certo punto le molecole hanno interagito tra loro e questa interazione aveva un senso logico, uno scopo... E lo scopo era la vita. Per me, questo, rimane il mistero più grande che gli anni di studio non sono riusciti a spiegare.

Henn Kim


La vita è fine a se stessa. La vita è lo scopo della vita stessa. Si propaga come un'inondazione.
Gli esseri umani, dentro di se, chiamano quella forza e quell'energia in diversi modi. Ma essa non è nient'altro che vita.
E da essa sono derivate miriadi di esseri così diversi tra loro... Batteri, insetti, uomini, aquile, balene, virus, libellule... io lo chiamo miracolo perché non saprei che altro nome dargli.

TukoniTribe


Ecco, guardare quel cielo trapunto di stelle può rimettere in pace col tutto. Perché possiamo essere anche il manager della ditta più quotata al mondo, ma lo scopo della vita è la vita. Lì inizia, si svolge e finisce... Sempre lì.



mercoledì 23 settembre 2015

Benvenuto autunno, oggi ricominciamo assieme

23 settembre, equinozio d'autunno. Benvenuta, stagione del mio cuore!
Ultimamente ho passato giorni difficili ed altri giorni difficili arriveranno ma io sono più ricca: ricca di consapevolezza, di amore e di amicizia.

Accolgo la mia stagione preferita con la voglia di camminarci dentro a piedi nudi, gustandomi ogni sfumatura di colore, ogni profumo, ogni sapore e con la voglia di dedicarmi a quello che amo e alle persone che amo. Voglio cospargere tutto di glitter dorato!

Non voglio più rimandare. Benvenuto autunno, oggi ricominciamo assieme!



martedì 10 febbraio 2015

Se io fossi il tavolo, CasaFacile sarebbe il mio fiore #mycasafacile

Attenzione: post lungo, introspettivo, confidenziale e vagamente sdolcinato. Forse possiamo togliere "vagamente".
In questo blog c'è un'etichetta "CasaFacile". Ve ne eravate mai accorti? Perché ci sono tanti post dedicati a lei, sin da quando ho iniziato a scrivere qui. Perché io ed il blog siamo legati a CasaFacile e perché la amo.
Ne parlo come se fosse una persona ed in effetti in un certo senso lo è, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo capirete cosa intendo.

Ho sempre amato questa rivista di interior, aspetto con ansia ogni mese di poterla sfogliare per catturare mille idee ed ispirazioni. Case bellissime, non asettiche ed inarrivabili ma creative, ricche di spunti decor e fai-da-te, meravigliosi "prima e dopo", un occhio sempre puntato al design e tantissime ispirazioni alla portata di tutti, per personalizzare e rendere unico il proprio nido, di qualunque tipo sia. Case raccontate con passione.
Ok, CasaFacile è questo. Prima era "solo" questo per me. Prima quando... quando il mio lavoro di ricercatrice mi teneva chiusa in laboratorio quasi tutto il giorno e sfogliare CasaFacile era un modo per sognare. Poi ho dovuto cambiare vita, non è stato un passo facile ma ho guadagnato tempo ed il tempo è una cosa davvero preziosa.

Un giorno ho cliccato "mi piace" sulla pagina facebook di CasaFacile e non immaginavo come questo avrebbe cambiato le cose. Sono entrata in un grande condominio, ho conosciuto persone con la mia stessa passione per la decorazione, la personalizzazione e la creatività. Mi sono sentita a casa, sono diventata "cieffina". Queste persone di tutte le età e da tutta Italia (ma non solo) sono diventate amicizie non virtuali ma reali, perché una vera passione condivisa può legare profondamente con quello che Giusi, il direttore, chiama "un filo visibile solo a chi lo sa vedere" (lo avevo raccontato anche qui). Non nascondo che alcune delle amiche più care le ho conosciute proprio così. Ho davvero un grosso debito.




Così ho scoperto il mondo dei blog creativi ed ho aperto Vivere a Piedi Nudi per la voglia di condividere quello che faccio.
Sono entrata nella rivista perché CasaFacile ha un grosso asso nella manica: i lettori. Lo hanno capito e ci hanno accolti, pubblicando le nostre case, coinvolgendoci in fiere e progetti creativi, organizzando incontri con la redazione, stimolando la nostra creatività ed invitandoci alle loro feste. La redazione è fatta di persone che si sono aperte con entusiasmo alla gente, a noi, con abbracci stretti, con semplicità e sorrisi sinceri.
Sfogliare CasaFacile e trovarci dentro sempre più spesso amiche creative ed ogni tanto trovarci anche la mia faccia, una mia foto, leggere l'editoriale di Giusi, gli articoli e sentirsi ogni volta sempre più coinvolti...





Casafacile non è più fatta di pagine per me, è fatta di persone. Persone che vogliono condividere il loro entusiasmo e la loro passione, persone a cui voglio bene e non è un modo di dire...

Vivere a Piedi Nudi nasce da lì, da questo grande condominio creativo che mi ha aiutata a superare un momento di transizione in cui mi sentivo persa e adesso non è più solo il mio angolo online dove raccontare di me, è diventato molto di più. Attraverso questo blog ho realizzato un piccolo sogno  ed in un certo senso ho ritrovato me stessa. Avete presente la canzone "Ci vuole un fiore?" (ancora una volta Gianni Rodari e Sergio Endrigo nella mia vita).

Ecco, se io fossi il tavolo, CasaFacile sarebbe il mio fiore, per fare la me di oggi ci è voluta CasaFacile.
Adesso sarebbe davvero bello diventarne una piccola parte. Io ci provo così e partecipo con questo post al contest #mycasafacile per diventare blogger #cfstyle.







mercoledì 31 dicembre 2014

Buon 2015 amica mia, ti regalo una poesia!

Saluto questo anno, il 2014, un anno di metamorfosi che da un lato mi ha tolto e dall'altro mi ha dato tanto. Io gli sono grata, perché più di tutto ricordo emozioni, nuove consapevolezze, momenti di crescita personale e, in un certo senso, professionale.

A te che mi leggi, che mi ascolti, che sei con me quando ti racconto con entusiasmo quello che ho fatto e quando confesso i pasticci che ho combinato, si proprio a te allungo una fetta di pandoro che sa di vaniglia e abbracci caldi davanti al camino, ti allungo un bicchiere di spumantino frizzante per augurarti un 2015 benevolo e sereno, ricco di delizie e di sorrisi. Ma soprattutto ti ringrazio per esserci sempre, chiacchierona o silenziosa che tu sia, perché sei un dono prezioso che ha cambiato la mia vita. Non lo sapevi? Ecco, ora lo sai e ti dedico una poesia.


L'anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

- Gianni Rodari -




Buon 2015! 
Ci rivediamo presto :*

lunedì 23 dicembre 2013

Un lunedì da PIN! - Qual'è il vostro film di Natale?

Ciao a tutti!
Siamo arrivati proprio sotto al Natale anche se se sono ancora al lavoro. Oggi, vista la vicinanza con la festa la mia intenzione era quella di raccogliere da Pinterest qualche immagine di atmosfere natalizie, belle foto che esprimessero calore, raccoglimento, sacralità, significato e importanza delle cose semplici... invece, mi sono scontrata con un iceberg, quello dell'assenza di fonti originali!
Ogni volta che trovavo una foto meravigliosa, non riuscivo a risalire al link della fonte originale, ne facendomi la staffetta dei link che rimandano ai link e nemmeno facendo la ricerca per immagini su Google, se non in pochi casi in cui ho scoperto che le foto erano coperte da copyright!
Ho abbandonato con addosso un nervoso incredibile...

Vi racconterò quindi quali sono tre dei miei film natalizi preferiti. Anche in questi tre casi, non so quale sia la fonte originale delle immagini e sinceramente, trovo davvero impossibile risalirvi. Se voi sapete come, aiutatemi... ve ne sarò eternamente grata!

Pomi d'ottone e manici di scopa - "(Bedknobs and Broomsticks) è un film a tecnica combinata di animazione e live action del 1971, diretto da Robert Stevenson, prodotto dalla Walt Disney Productions e interpretato da Angela Lansbury e David Tomlinson (Wikipedia). In questo film c'è magia, avventura, divertimento... è speciale perché io e mia cugina lo vedavamo spesso nel periodo di Natale e così facendo ha acquisito quella nota di nostalgia di quegli anni andati... per noi adesso è un film mito!



Jack Frost film del 1998 diretto da Troy Miller con Michael Keaton e Kelly Preston.(Wikipedia).
Non chiedetemi perché ma io adoro questo film. Lo riguarderei mille mila volte e piangerei a dirotto mille mila volte. Adoro il personaggio di Jack trasformato in pupazzo, mi fa una tenerezza infinita! Poi c'è Michael Keaton, anche se per poco, e quindi mi piace!




My fair lady  film del 1964 diretto da George Cukor, tratto dal musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederic Loewe, tratto a sua volta dall'opera Pigmalione di George Bernard Shaw.(Wikipedia). Ho letto "Pygmalion" di Shaw quando ero adolescente e dopo aver visto il film mille mila volte. Grande musical, anche questo lo vedevo sempre nel periodo natalizio e cantavo a squarciagola "la rana in Spagna gracida in campagna"! Amo follemente il personaggio di Eliza, che poi è Audrey Hepburn... devo forse aggiungere altro?



Raccontatemi i vostri film di Natale, non necessariamente a tema natalizio ma quelli che vi riportano a quel periodo!



venerdì 6 dicembre 2013

Goodbye Mandela

Comincia con con la strada ghiacciata ma un'alba rosa da mozzare il fiato questo venerdì amaro.
Avevo in mente di scrivere altre parole ma ho chiamato questo blog "Vivere a Piedi Nudi" perché volevo anche riempirlo dei miei pensieri e della mia vita, non posso quindi passare oltre alla scomparsa di Nelson Mandela che davvero ha vissuto "a piedi nudi".
Nel mondo scompaiono migliaia di persone ogni giorno, ognuna di loro è degna di essere ricordata ma quando scompaiono persone che sono diventate un simbolo, una speranza, uno stimolo e un esempio per moltissime altre non possiamo non omaggiarle.
Vorrei dire tantissime cose su di lui, coraggio, forza d'animo, passione, poesia e molto altro ancora ma credo che il modo migliore di salutarlo sia ricordando alcune delle sue tante e meravigliose parole che fortunatamente ci ha lasciato, grandi insegnamenti che mi aiutano ogni giorno e che dovremmo sempre tenere a mente. 


No source, can you help me?

Source

Source (not clear)


Ciao Madiba, grazie.

venerdì 22 novembre 2013

Un venerdì di fine novembre

Così come è arrivato, anche novembre sta volgendo al termine e questo significa una sola cosa: Holidays are coming!
E' arrivato anche il freddo, i meteorologi dicono che "le temperature si allineano alle medie stagionali" e la neve ha cominciato a spruzzare i paesi più alti nei miei dintorni.
La vita procede a scatti come il mio umore, l'idraulico è a casa distrutto da una forma influenzale davvero potente e ho voglia di biscottini allo zenzero e bretzel. Ma in questi giorni solo brodo caldo e riso in bianco a casa mia!
Intanto, una serie di idee mi spuntano in testa come funghi... le fermo dove riesco e a volte le perdo per strada per poi ritrovarle magari nella tasca dei jeans che avevo mentre ero in posta o in banca. Nella craft room c'è molto work in progress...

November is coming to an end and that means only one thing: Holidays are coming!
Even cold weather is arrived, forecasters say that "the temperatures are in line with seasonal averages" and the snow began to white the highest villages in my surroundings.
Life is jerky as my mood is, the plumber is at home destroyed by a really powerful flu and I feel like ginger cookies and pretzels. But now you could only find hot broth and white rice in my home!
In the meanwhile, a number of ideas are popping up in my head like mushrooms ... I stop them where I can and sometimes I lose them and then maybe find them in the pocket of jeans that I had while I was at the post office or bank. In the craft room there is a lot work in progress.





Buon weekend!
Have a nice weekend!

venerdì 15 marzo 2013

La mia città del cuore - Sydney my Aussie love!

Sydney.

Non ho viaggiato molto nella mia vita, purtroppo, spero di avere la possibilità di rimediare prima o poi. Quindi forse non ho molte possibilità di confronto. Ma una città dove sono stata ed ho lasciato un (grosso) pezzo di cuore è lei, Sydney.

Premetto che amo alla follia il mio paese, l'Italia che è bella tutta (come ho scritto in questo post proprio della staffetta "di blog in blog"). Se dovessi pensare di trasferirmi in una città potrei dire Milano vicino a dove sono nata, vicino alle persone che amo e a parte della mia famiglia, una città caotica ma internazionale e stimolante ma che non mi fa sentire quella calamita e quella nostalgia che mi attirano dall'altra parte del mondo.

Invece Sydney...
Sono consapevole che il motivo sia che l'ho visitata in un viaggio/fiaba, quello di nozze, e forse questo ha inciso sulla mia percezione della città... e non ho nemmeno avuto la possibilità di girarla molto. Ma quello che ho visto e "sentito" mi è bastato.


Cartolina


Metropoli caotica, ma non troppo. Ho visto gli occupanti degli uffici situati nei grattacieli scendere in strada a metà mattina, sedersi sui gradini in giacca e cravatta a mangiare frutta e bere caffè comprato per strada, ridendo e scherzando coi colleghi invece di consumare un caffè frettoloso davanti alla macchinetta automatica.

Ho visto una città pulita, fresca, con la musica trasportata dal vento..


Harbour Bridge, Sydney


Opera House

Una città dove la gente sorride ed è gentile, dove si incontrano persone provenienti da tutto il mondo, di tutti i colori e profumi... dove si finisce di lavorare e si va in spiaggia, a Bondi Beach magari... 
Una città dove, a due passi da lì, ci sono immense foreste azzurre d'eucalipto e saltellano i canguri ...


Canguri al Blue Mountains National Park
The Three Sisters, Blue Mountains National Park


Una città internazionale che alla sera ti culla dolcemente e non ti tratta mai male... 


veduta notturna dell'AMP Tower, Sydney



Sarà stata forse quella luce che gli vedevo negli occhi, la sera a Darling Harbour, avvolti dalla città scintillante, dal rumore di posate, musica e dal profumo di torta... 
Ogni tanto la vedo ancora, quella luce negli occhi, e forse è il pezzo di Sydney che non ci abbandonerà mai.

La città vista da Darling Harbour, foto fatta da mio marito con attrezzatura per notturno.



Se avete pazienza, leggete queste righe, provate ad immaginare di vivere lì.. e ditemi se non è esattamente ciò di cui vi ho parlato...


"La vita non può offrire tanti posti più belli della Circular Quay di Sydney in cui stare alle otto e mezzo del mattino di un giorno estivo infrasettimanale.

Per cominciare, essa presenta una delle più grandi vedute al mondo. A destra, quasi dolorosa da guardare nel riflesso del sole, si erge la famosa Opera House con il suo tetto disinvolto di ardita angolazione. A sinistra, lo stupendo e nobile Harbour Bridge. Sull'acqua, brillante e allettante c'è il Luna Park [...]

Davanti a te, l'acqua scintillante brulica di panciuti battelli vecchio stile, che vanno dappertutto, come usciti dalle pagine di un libro per bambini [...] a riversare torrenti di impiegati d'ufficio abbronzati in vestiti leggeri che riempiranno le torri di vetro e calcestruzzo che si profilano alle spalle. 
Un'atmosfera di allegra operosità avvolge la scena. 

Queste sono persone abituate a vivere in una società sicura e libera da pregiudizi, in un clima che ti fa bello e forte, in una delle più grandi città del mondo e che allo stesso tempo vanno a lavorare su un battello uscito da un libro di storie per bambini attraverso una distesa d'acqua sublime e ogni mattina sollevano lo sguardo dal loro "Herald" e "Telegraph" per vedere quella famosa Opera House e il ponte ispiratore 
e la facciona sorridente del Luna Park.
Non c'è da stupirsi che abbiano un'aria così dannatamente felice."

Bill Bryson "In un paese bruciato dal sole" 



N.B. mi scuso per le foto orribili e di scarsissima qualità... ho dovuto fotografare col cellulare le foto dell'album di viaggio (non potendo staccarle) fatte all'epoca con una macchina reflex non digitale. Mi perdonerete?


Questo è il post con cui partecipo alla "Staffetta Di Blog in Blog" di cui vi avevo parlato qui, una vera e propria staffetta tra i blog che ogni giorno 15 del mese pubblicano contemporaneamente un articolo sullo stesso argomento deciso man mano da tutti i partecipanti. Se volete saperne di più ecco il link alla pagina facebook ufficiale "Di blog in blog".

Se invece volete curiosare tra gli altri miei post della staffetta cliccate qui.



Ed ecco l'elenco dei blog partecipanti per questo mese.. andate a curiosare in tutti questi splendidi blog amici, sono sicura che troverete tantissimi racconti, ricordi e spunti di viaggio... e magari qualche dritta se volete davvero trasferirvi!.


Il prossimo appuntamento per il post della staffetta è per il 15 aprile con un nuovo argomento! 



6. Mamma & Donna - http://www.mammaedonna.info
8. Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it
11. Ferengi in Bruxelles http://ferengibruxelles.wordpress.com/
14. Elisabetta Mattiello http://www.maisonlab.it/
21.Désirée Pedrinelli -www.letturealcontrario.com
25. Vita da Stre...Mamma http://curvymommystyle.wordpress.com
28. Veronica Zanchi per Livin'+Abroad http://veronicafromusa.blogspot.it/
29. Antonella Marcucci - http://luccaguide.wordpress.com
30. I Viaggi dei Rospi - http://www.iviaggideirospi.com
31. Design Therapy - http://www.designtherapy.it/
35. Bloc-Notes Viaggi http://bloc-notesviaggi.blogspot.it/
42. Ilsaporedelsole www.ilsaporedelsole.it
44. Mammerri www.mammerri.com
47 Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/