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mercoledì 10 agosto 2016

Vivereapiedinudi e i nuovi contenuti su Snapchat e Instagram Stories (living_barefoot)

Da un po' di mesi sono approdata su Snapchat (sono @living_barefoot) .
All'inizio non capivo bene come usarlo ma dopo aver letto questo post di Erika Pretty in Mad mi è venuta voglia di provare e mi sono appassionata.
Brevi video da 15 secondi, scatti fotografici, stickers e tag. Tutto a bassa risoluzione e tutto si cancella dopo 24 ore... addios.

Mi piace il fatto che sia un social molto "easy" nel senso della presentazione... non c'è bisogno di styling, tutti caricano video curandosi poco delle briciole sul tavolo e del disordine in casa e per me questo è un grande vantaggio... sono campionessa di briciole e disordine!
Poi ha i famigerati filtri... l'età qui è galoppata in avanti (10 giorni fa sono entrata negli "anta", lo sapevate?) e i filtri tirano indietro il tempo e coprono occhiaie e capelli in disordine!
Snapchat mi ha aperto le porte alla vera quotidianità delle blogger e delle creative che amo, nessun altro social mostra così il vero mondo in cui si vive ed io adoro questo aspetto perché tira molto giù dal piedistallo oppure, al contrario, fa salire ancora di più se ti accorgi che "quella famosa" è davvero una persona semplice, simpatica e disponibile.
Due blogger internazionali che adoro su Snapchat? Elsie Larson di A Beautiful Mess (su Snapchat è @elsielarson) che è il mio mito assoluto e incontrastato e Ebony di Hello Sandwich (su Snapchat è @hellosandwich) che mi fa sempre ridere e adoro vedere angoli, strade e oggetti giapponesi!




Punto a sfavore è il fatto che, per seguire qualcuno, bisogna per forza conoscerne lo username che spesso non è facile da reperire. Infatti, non essendo possibile una ricerca delle persone da seguire, farsi promozione per farsi trovare è un lavoraccio. Però, in questo modo Snapchat è risultato un social abbastanza "intimo" dove, sinceramente, ho fatto conoscenza e instaurato legami con blogger e creative che adesso mi sembra quasi di conoscere da una vita e dove mi sento a mio agio a farmi vedere anche vestita da "sciurotta" di casa.

Quindi, su Snapchat ho aperto le porte della mia vita quotidiana (piuttosto noiosa, davvero) e dei dietro le quinte di vivereapiedinudi il blog e l'handmade.
Work in progress, materiali, fasi di lavorazione, vita da bancarella, shooting time, preview, penseri e riflessioni... uno strumento carino per condividere quello che sugli altri social più "impostati" non poteva finire.

Poi, pochi giorni fa, Instagram ha copiato. Eh si... dai, diciamoci la verità. Instagram ha copiato Snapchat ed ha lanciato Instagram Stories. IG Stories è una funzione di Instagram che mima esattamente la funzioni di Snapchat con brevi video e scatti fotografici che si cancellano dopo 24 ore.
In un primo momento sono rimasta allibita e molto infastidita da questa copia. Qui non ci sono i filtri, come faccio a mostrare la mia faccia sfatta e le mie occhiaie?
Poi però, dopo attenta riflessione, pur mantenendo lo sdegno per la palese scopiazzatura, ho pensato che ogni strumento di condivisione social trova il suo posto nell'attività di una blogger e creativa. IG è il social estetico per eccellenza e infatti qui storie e scatti hanno un'ottima qualità di immagine.
Inoltre, su questo social le storie possono raggiungere un pubblico molto ampio e questo credo sia un grande punto a favore per la promozione e la condivisione di un'attività!


Quindi, ecco cosa troverete da oggi in poi sui miei profili Snapchat ed Instagram Stories:

- Snapchat (@living_barefoot): qui continuerete a trovare me e la mia vita quotidiana in tutte le sue sfumature horror (occhiaie, outfit da sciurotta, disordine e peli di gatto), "pipponi" su dubbi e difficoltà e piccole gioie e soddisfazioni della vita creativa.

- IG Stories (@living_barefoot): le mie storie di Instagram saranno dedicate principalmente alla condivisione di tutto quello che riguarda l'attività di blogging ed handmade di vivereapiedinudi, quindi i dietro le quinte, i work in progress, la vita da bancarella, news e progetti con un occhio più attento alla forma e all'estetica del contenuto (se ci riesco!).





Non mancheranno certamente le sovrapposizioni di contenuti non so se, prima o poi, mi stancherò di tenere il piede in due scarpe ma per ora questa mi sembra la soluzione ottimale per offrire qualcosa di più a chi è interessato a quello che faccio.

Il mio sogno è che la mia piccola attività possa prendere davvero vita un giorno e mi impegno sempre di più per realizzarlo, compatibilmente con le difficoltà che la vita mi mette davanti.
Ma, finché le difficoltà possono essere superate con la forza della determinazione, tutto rimane possibile!
Quindi vado avanti, forte del vostro affetto che mi dimostrate ogni giorno di più (e non potrò mai ringraziarvi abbastanza per questo!).

Di quà e di là cercate living_barefoot!

giovedì 21 luglio 2016

Riflessioni sui mercatini "on the road": voi cosa pensate quando girate per bancarelle?

Torno a parlare di mercatini dopo le due puntate della mia mini guida (le trovate qui e qui). Ma perché?, direte giustamente voi...
Nelle scorse settimane mi sono fatta un tour de force in bancarella, tanto che non sono nemmeno riuscita a pubblicare il post sugli eventi a cui avrei partecipato a luglio.
Io e l'idraulico Tu.Bi. Design siamo stati alla Festa Multiculturale di Collecchio (PR) che frequentiamo già da tempo e poi allo Squinterno Festival di Berceto (PR) dove invece era la prima volta da espositori.

Tre weekend intensi ma davvero bellissimi.
La Multiculturale con i suoi profumi, sapori e oggetti da tutto il mondo, persone di ogni colore e lingua, balli e musiche meravigliose, incontri e discussioni sull'etica e l'uguaglianza.
Lo Squinterno con teatro, musica classica al castello e musica itinerante per strada, artisti e buskers, cantastorie e l'ormai immancabile street food, tutto nella bellissima cornice di Berceto che porto nel cuore (ci ho passato mille giorni felici della mia infanzia).



Proprio allo Squinterno, sono riuscita a fare un rapido giro tra gli allestimenti degli espositori, suggestivi e molto curati nelle viuzze del paese. Conoscevo già diversi espositori, alcuni da tanto tempo e alcuni da poco ma con grande feeling. Mi sono emozionata per la loro bellezza e questo mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti di questi mercatini.



Voi cosa pensate quando girate per le bancarelle?

Prima di iniziare a stare dietro alla bancarella da creatrice ed espositrice, io (ma anche l'idraulico) sono sempre stata fan e frequentatrice di mercatini. Giravo per le bancarelle affascinata dai lavori artigianali e dalle creazioni originali e particolari che vedevo. Adoravo trovare "qualcosa di diverso e mai visto", sorprendermi per la manualità e la fantasia, vedere tecniche e materiali particolari... insomma, andavo a caccia di oggetti che non fossero "le solite cose".

Ma adesso qualcosa è cambiato, come se avessi la "supevista", vedo molto di più. Adesso vedo i creativi.

Dietro agli allestimenti e alle creazioni, agli oggetti e i prodotti, guardo le facce dei creativi, vedo personalità e scelte di vita. A volte sono persone che hanno cambiato vita, per scelta o per necessità, ci sono storie affascinanti e passioni fortissime.

Augustina (Ludria Macramè), ad esempio, era la mia vicina di bancarella allo Squinterno. Quando ci siamo sorrise, strette la mano ed ha pronunciato il suo nome, ho subito riconosciuto qualcosa di famigliare. Lei è argentina, come l'idraulico, originaria della stessa città!
Era andata a vivere a Barcellona e lì ha conosciuto Fabrizio, che è italiano della Valtellina ed ora è suo marito. Loro realizzano dei macramè spettacolari, mi emozionano! Augustina e Fabrizio passano i 6 mesi estivi in Italia girando con la bancarella e 6 mesi invernali in India e in altre parti del mondo, rifornendosi di pietre naturali e lavorando ai loro macramè. Io ho provato un moto d'invidia, non so voi.

Augustina (Ludria Macramè)


Juan, invece, è mente e mani di Gioielli Tumbaga. Lui arriva dall'Ecuador ma vive in Emilia da molti anni e ci siamo conosciuti durante il nostro primissimo mercatino, due anni fa. Lui e Stefania, la sua compagna, ci hanno aiutato e consigliato moltissimo, sono persone fantastiche e Juan crea gioielli meravigliosi in metallo e pietre che rimandano alla bellezza istintiva e primordiale della Natura e della Terra. Ricordate che qui dicevo che in bancarella nascono belle amicizie? Eccone una!



Spesso questi creativi sono poco presenti sui social, come Stefano e Rita (Stoffa e Legno),  moglie e marito con la passione smodata per il legno invecchiato dal mare, gli oggetti arrugginiti e le stoffe country accuratamente selezionate tra Inghilterra e Stati Uniti. Loro mettono assieme questi elementi e creano oggetti con l'anima. Davvero! Hanno sempre il sorriso e Stefano, ogni tanto, si siede sul suo sgabello e suona il banjo, così trasmette il sorriso a tutti quelli che passano e lo ascoltano.
Per conoscerli non bisogna digitare ashtag particolari, cercare foto sui social o navigare in blog e siti... dovete solo passeggiare tra le bancarelle nei mercatini!





Girando per gli allestimenti, ragionavo su come questi eventi "on the road" siano occasioni per incontrare creativi al di fuori della sfera social che siamo abituati a frequentare. Ci sono persone dietro a quegli allestimenti a e quelle creazioni che hanno storie interessanti e affascinanti da raccontare. Ci sono punti di vista nuovi e cose da imparare. scelte di vita coraggiose da cui farsi stimolare e ci sono piccoli mondi da esplorare!





Questa è la grande ricchezza di questi mercatini ed io trovo che sia come fare un piccolo viaggio che ti permette di conoscere qualcosa di nuovo.
Io e l'idraulico non abbiamo mica una storia affascinante, sapete? Per niente, direi! La nostra vita è di una semplicità inaudita. Però una piccola passione dentro l'abbiamo sempre avuta e diciamo grazie a chi si ferma dalla nostra bancarella e, dopo aver scrutato attentamente quello che esponiamo, alza gli occhi, fa un grosso sorriso e chiede "mai viste cose così, da dove nasce la tua idea?".




mercoledì 3 febbraio 2016

My crush - Miho Unexpected Things a HOMI gennaio 2016

Il primo febbraio a Milano si è concluso HOMI, il salone degli stili di vita, dedicato alle tendenze del mondo degli oggetti e accessori per la casa e la persona.
Basta pensare che HOMI ospita 1400 espositori, per la maggior parte italiani ma anche stranieri. Ci sono start up di giovani designer, piccoli e grandi artigiani di qualità, aziende che consacrano il Made in Italy in tutto il mondo ma anche grandi realtà internazionali. Insomma, una mostra di tendenze e novità di tutto ciò che adoro con l'unica pecca di... essere dedicata agli operatori del settore.
E niente... sono fuori dal giro!

Per fortuna CasaFacile ha sguinzagliato le sue blogger #CFstyle, così ho potuto seguire da vicino tutto quanto sui social e, grazie proprio a loro, ho scoperto Miho Unexpected Things, azienda italiana: me ne sono letteralmente innamorata.
Più che innamorata... "I crushed"! La differenza? Il crush è una forma dolorosa di innamoramento verso qualcuno che non puoi avere ma che desideri più di qualunque altra cosa... insomma, esattamente quello che mi è successo con Miho Unexpected Things. Avevo visto i loro prodotti molte altre volte anche su CasaFacile ma non avevo mai visto la nuova collezione botanica...


Miho Unexpected Things Facebook, uno scatto dell'esposizione a HOMI


Non poteva certo non fare breccia nel mio cuore, lo capite anche voi vero? Insetti, coleotteri, fiori 3D bellissimi e colorati realizzati in mdf, così eclettici... li adoro, i compagni perfetti delle mie tavole #TheArtOfNature.
Il loro stile ricorda tando lo srap e il mixed media, tecniche che adoro e che ho abbandonato forse da troppo tempo, in più con un mix di colori che sono esattamente lo specchio di me stessa.

Niente da fare, un vero crush!






Vi piace Miho?
Un grazie a CasaFacile e alle sue blogger #CFstyle che mi hanno permesso di entrare virtualmente a HOMI e scoprire questa e tante meraviglie!



Nota: questo post NON è sponsorizzato ma parla di quello che mi piace

mercoledì 20 gennaio 2016

Che mese che barba! "idraulico barbuto, sempre piaciuto" - Gennaio 2016

Nuovo anno nuova rubrica mensile (speriamo di riuscire nell'intento)
Ora: di nuovo c'è lo zampino di Anna Tulimami (come il prezzemolo) ma anche il contributo dell'idraulico barbuto (sempre piaciuto).
Anna si sveglia felice in una fredda mattina di inizio gennaio, arriva in casa mia e si mette a disegnare un pettirosso. Colta dall'entusiasmo e dall'ammirazione per le barbe decorate di @thegaybeards su Instagram, confabula con me per convincere l'idraulico a farsi decorare la barba il quale, contro ogni previsione, si presta volentieri. "Che idea!", esclama Anna: ogni mese, per tutto il 2016, decorerò la barba dell'idraulico, perché nella vita bisogna anche sapersi prendere un po' in giro e si sa che l'autoironia la malinconia porta via!

Pronti per scoprire la barba di gennaio?





#chemesechebarba

Un pettirosso su un rametto con una bacca, l'inverno è servito.
E la barba di febbraio come sarà? 

Stay foolish!

mercoledì 19 agosto 2015

Piccoli assaggi della mostra del Collettivo Limitrofi all'insegna del recupero

Sono stata qualche giorno in ferie. Speravo di riuscire a pubblicare prima questo post ma alla fine ho staccato completamente la spina, senza preavviso... perdono!
Solo qualche foto, scattata con il cellulare e quindi orribile, della mostra collettiva organizzata dai giovanissimi ragazzi del Collettivo Limitrofi durante Fornovo in Fiera a Fornovo (PR).

Il recupero si fa concetto, si sposa con arte, fotografia, installazioni ed entra in una bellissima location diroccata (ma sapientemente esaltata) che già da sola racconta una storia. Il recupero poi passa dal bar, bellissimo il nuovo bancone alto realizzato con cassette da vino in plastica e con il top in erba vera... si, vera!

La panca parla da sola: come scrivono gli stessi ragazzi del Collettivo "l'esempio perfetto di come con 5 elementi di recupero si possa risolvere il problema di una seduta, di come con poco si possa migliorare lo spazio". Direi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda!
Bravi i ragazzi del Collettivo Limitrofi, continuate così.





Qualche foto anche per la bellissima ape car di "L'Ape Genuina", una ragazza dolcissima che avevo già conosciuto lo scorso anno e che ha lasciato la sua vita da contabile per darsi allo street food e al sorriso quotidiano (io un po' la invidio e voi?) 
Adoro le sue decorazioni tra il country e il vintage, la sua ape è tanto deliziosa quanto lo è la frutta che prepara d'estate. Quest'anno ho assaggiato l'estratto anguria-zenzero-pesca... paradisiaco!



L'ispirazione e la creatività sono ovunque, basta tenere gli occhi sempre aperti!

venerdì 24 aprile 2015

Vieni avanti creativo #5 - I Maringò Alex e Leo

Per l'appuntamento di questo mese con la rubrica "Vieni avanti Creativo" il dress code è... papillon! 

Parliamo di legno, di riciclo e di due giovanissimi ragazzi che di più carini e creativi non se ne trovano: Alex e Leo, i Maringò!
Ma cos'è un Maringò? Loro sono della mia città, Parma, dove "maringò" significa "falegname". Infatti il loro motto è "Averlo di legno... è meglio!" Ma cosa? Il papillon! 
Alex e Leo recuperano listelli di parquet e vecchie cravatte per farne simpatici e bellissimi papillon di legno, i "parquillon"!
Sul loro sito si legge:



Il marchio "Maringò" nasce dal desiderio di scardinare la rigidità dell’eleganza e del conformismo delle “occasioni importanti”.
Così abbiamo voluto rivisitare e reinventare i dettagli dello stile maschile: il papillon, 
creandone uno sdrammatizzato e giovanile…DI LEGNO!



Io e l'idraulico li abbiamo conosciuti in Piazza Ghiaia a Parma, una domenica freddissima ma molto di atmosfera pochi giorni prima di Natale. Eravamo vicini di bancarella e una delle cose che mi hanno colpito subito è stata l'allegria che c'era sotto al loro gazebo: Alex e Leo in grembiule e papillon (ops, parquillon), la mamma (di Alex o di Leo? non ricordo...) che cuciva, la cugina sorridente che elargiva chiacchiere e sorrisi... insomma, energia pura. L'energia sprigionata dalla creatività.
Eccoli allora...





  • Chi  sono Alex e Leo dei “Maringò? 

Alex, classe '88, di professione istruttore di scuola guida, lo sport (sci agonistico e football americano) e i motori (Harley e maggiolino prima di tutti) hanno sin da piccolo colorato le mie giornate.
Leo, classe '90, da quando ho imparato a tenere in mano una matita, l’arte ha sempre giocato un ruolo rilevante nella mia vita, portandomi a diventare un grafico pubblicitario (d'altronde il nome Leonardo comporta diverse responsabilità).
Maringó in dialetto parmigiano significa "Falegname". Due ragazzi hanno deciso di prendere spunto da Geppetto, il quale da un semplice tronco, diede vita a Pinocchio… così loro da listelli di parquet ormai inutilizzati, dan vita a papillon fuori dall'ordinario.. I PARQUILLON! 

  • Cos’è “Maringò”?

MARINGÒ è il guizzo e lo sfogo creativo di due ragazzi che oltre a frequentarsi come amici hanno deciso di mettere in pratica le loro idee 

  • ·     “C’era una volta…” raccontatemi come nasce “Maringò”

C'era una volta, ahahahah dai scherzooooo!.. Poco più di un anno fa "smacchinando" con i vecchi macchinari del nonno, con i quali abbiamo sempre giocato fin da piccoli, con un po’ di fortuna e con un po’ di creatività è saltata fuori da un qualche ritaglio di legno una forma che ricordava grezzamente un papillon... per scherzo ci arrotolammo intorno un pezzetto di straccio che era in garage. Da lì l'idea di creare i primi due papillon per noi... utilizzammo due listelli di parquet ormai abbandonati in garage da anni, per questo decidemmo di chiamarli PARQUILLON! 
  
  • ·     Quale tecnica o materiale che usate e recuperate vi dà più soddisfazione?

Sicuramente tagliuzzare tutte le cravatte che ci capitano sotto mano per recuperare la stoffa da utilizzare per i nostri Parquillon. A parte gli scherzi. Aromi, venature e colori sono ogni volta differenti; scoprire e conoscere il legno è magnifico. Ancora di più è vedere le facce contente delle persone che ci ordinano il Parquillon dopo che glie lo consegniamo! 

  • ·    Da cosa o come vi lasciate ispirare?

Il legno e le persone che ci contattano sono per noi le prime fonti di ispirazione. Ognuna di loro diversa nei colori, nelle forme, nelle sfaccettature e negli abbinamenti, ci danno ogni giorno nuove idee e voglia di sperimentare cose nuove.

  • ·     Cosa vuol dire per voi creare?

Creare principalmente per noi è il volersi mettere alla prova, ingegnarsi e creare qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi.

  • ·     Raccontatemi una storia, un aneddoto o un’emozione legata a qualcosa in particolare che avete recuperato o creato

Non vorremmo parlare di un singolo aneddoto, ma vogliamo soffermarci su qualcosa che in questo periodo ci ha davvero stupito e affascinato: una  moltitudine di ragazzi con idee brillanti, tantissima voglia di esprimersi e volersi reinventare. 
Taniche trasformate in mobiletti, T-Shirt dipinte completamente a mano, Scout Pittori, materiale idraulico che prende le sembianze di lampade (che genialata, di chi parleranno? ndr), giocattoli e giocattolai vecchio stampo e poi ancora Fotografi, Storyteller, Scrittori e tantissimi altri giovani. Siamo lieti di far parte di questo esercito di creativi.

  • ·     Guardiamo nella sfera di cristallo: come vedete “Maringò” in futuro?

Nella sfera di cristallo vediamo un Alex e un Leo che indosseranno imperterriti il proprio Parquillon e che continueranno a produrre finché ci saranno dei desideri da esaudire!
Magari con l'avanzare dell'età, il business si potrà spostare alla produzione di bei bastoni di legno!

  • ·     Dove possiamo trovarvi?

Per qualsiasi info abbiamo un sito internet www.maringo.it dove potrete trovare tutto ciò che serve per creare il Parquillon su misura per voi, una super pagina FB ( Maringò ) dove spiritosamente ci mettiamo in gioco cercando di far conoscere nella maniera più divertente le nostre creazioni, Instagram, Twitter e chi più ne ha più ne metta.
E grazie davvero a tutti di averci sostenuto e incentivato in questo primo anno! 







Io ad esempio adoro questi parquillon a forma di baffo!


Più che le foto, ecco il video dove i Maringò si presentano... io vi aspetto alla prossima puntata di "Vieni avanti creativo"! (le puntate precedenti sono tutte qui).



giovedì 9 aprile 2015

Mondo Creativo Spring 2015 a piedi nudi!

Vi va di fare un giro "a piedi nudi" per il Mondo Creativo a Bologna? Prometto che vi lascio indossare le scarpe!

Domani sarò a Bologna con una lista fittissima di materiali da acquistare per i bijoux a piedi nudi e di amiche blogger e creative da abbracciare... cosa chiedere di meglio?

Una volta terminato il giro degli acquisti e curiosità penso che mi troverete in pianta stabile presso l'area "Craft your Party" dove ci saranno workshop, ispirazioni e bravissime artiste con tante idee dedicate ai party e al wedding creativo.
Nell'immagine sotto tutti i workshop in programma.




La fiera è aperta da venerdì 10 fino a domenica 12 aprile. Ci saranno anche molte blogger "CF style", le blogger ufficiali di CasaFacile (ricordate? le avevo presentate qui) che non vedo l'ora di stritolare per benino!

Quindi insomma, il mio zaino è pronto, il panino lo preparo stasera, il biglietto "celo"... voi cosa fate, venite?
Se non venite potete seguirmi su Instagram e Facebook per qualche momento dietro le quinte, per qualche sorriso con le creative più belle e brave d'Italia e per qualche mia espressione di felicità!

martedì 24 marzo 2015

Vieni avanti Creativo! #4 - Dolcettivelenosi

Pensavate che vi avrei abbandonate senza la rubrica "Vieni avanti Creativo"? Invece no, si riprende dopo un paio di mesi di sosta (le puntate precedenti sono tutte qui).

Oggi vi presento quella che per me è la Regina del fimo. Il suo nome è Regan, un nome che rimane impresso. Se dovessi usare degli aggettivi per descrivere Regan direi dolcezza (la sua dolcezza colpisce come uno schiaffo appena la incontri), sperimentazione, passione, entusiasmo!
Avevo appena finito di allestire la mia esposizione che arriva l'idraulico e mi dice "devi assolutamente andare a vedere le cose che fa quella ragazza". Con la coda dell'occhio avevo visto che aveva bijoux in fimo e mi aspettavo miniature di biscottini e bamboline... mi sono avvicinata e letteralmente devo aver fatto rotolare gli occhi sopra al suo tavolo assieme alla mia mascella...! Mi avrà presa per pazza perché sono sicura che avevo un'espressione simile a Jack Nicholson in Shining.

Cos'ho visto? Bijoux originalissimi con caleidoscopi elaborati e miscelati, palette di colori assolutamente nelle mie corde, uno studio elaborato di materiali, texture e colori (Regan unisce diverse tecniche per realizzare ogni pezzo, letteralmente "stampando" il fimo con quello che la ispira per dare una texture ed associando immagini, minuteria, colore, caleidoscopi), creazioni in bilico tra il romantico e lo steampunk, insomma non semplice fimo ma una continua sperimentazione!
Chiacchierando con lei ho scoperto che le è anche capitato di usare pezzi di minuteria e ferramenta per dare la texture al fimo. Oltre a questo ci sono i suoi bijoux inclusi nella resina. La maggior parte delle immagini sono foto di Regan stessa elaborate e recentemente ha sviluppato una linea di bijoux personalizzabili con le foto dei nostri amici a quattro zampe o dei nostri cari che lei elabora e modifica per renderli ancora più originali.

Insomma eccola, ve la presento!






  • Chi è Regan?

Sono una “ragazza” di 40 anni, una mamma, una donna innamorata e una creativa… a costo di sembrare banale, mi definisco come una persona che ama la vita.
L’affetto delle persone che amo, le risate, le chiacchiere, i pranzi in famiglia, il profumo di torta fatta in casa, i colori, i tramonti, i viaggi, il mare, la musica, la filosofia, l’arte, il cibo (anche quello più strano), i paesini dispersi, i palazzi d’epoca, perdermi in posti che non conosco, i bambini che giocano, camminare sotto la pioggia, la sincerità, la passione, l’impegno, i sacrifici, la costanza, questo è quello che mi ha reso la donna che sono… FELICE!!!
Potrei dilungarmi per giorni a sottolineare il bello che mi circonda, l’elenco è infinito, basta spalancare gli occhi e guardare con il cuore per aprirsi al mondo, ogni piccolo dettaglio può dare gioia, è solo una questione di prospettiva, di punti di vista.
Sono sempre stata un’ottimista, entusiasta e curiosa, credo che questo mi abbia sempre aiutata ad affrontare le difficoltà e il dolore, tutto quello che ho incontrato sulla mia strada è stato utile, anche le lacrime in qualche modo, sono servite, mi hanno resa più forte, questa sono io, ho i miei difetti, ma con umiltà e voglia di apprendere si può sempre migliorare.

(una vera filosofia alla "Vivere a Piedi Nudi"! n.d.r.)

  • Cos’è “DolcettiVelenosi”?

DolcettiVelenosi materialmente sono “solo” dei bijoux, anelli, collane orecchini e bracciali, progettati, ideati, costruiti e creati tutti da me, uno per uno, come se fossero delle piccole creature. Ognuno di loro per me è importante, è strano pensare che in un piccolo oggetto, ci possano essere dietro notti insonni, esperimenti, prove, ricerche, ispirazione e tanta tanta tantissima soddisfazione.


  • “C’era una volta…” raccontami come nasce “DolcettiVelenosi”

Come hobby ho sempre disegnato, dipinto, scolpito, ho lavorato anche come restauratrice e decoratrice per 2 anni, purtroppo per una questione economica ho dovuto abbandonare questo mestiere, ma l’amore per  l’artigianato, l’handmade e l’arte in generale, è rimasto. Quindi negli anni ho girovagato parecchio per mercatini, alla ricerca di piccole opere d’arte e ne ho scovate tantissime, che conservo tra l’altro con tanta cura.
Così è nato il mio primo incontro con il fimo, ricordo ancora il giorno preciso, era il 7 ottobre 2012, era la festa del patrono di Fidenza, il paese dove vivo e curiosando tra le bancarelle sono rimasta folgorata, c’era una creativa che vendeva i suoi orecchini in fimo, dei boccettini in vetro con dentro dei mini mini pan di stelle, biscottini, fiori... io che ho la passione per gli oggetti in miniatura li avrei comprati tutti, me ne sono comprata 3 coppie, arrivata a casa, li ho guardati in adorazione per ore, avrei voluto costruirmi una casa con quelle piccolissime opere d’ arte…
Bene, dopo giorni di ricerche ed entusiasmi incontenibili il 28/10/2012 nasce il mi primo bijoux, da quel giorno non mi sono mai più fermata, sono stata travolta dalla passione sfrenata per questo materiale e quello che mi consente di creare.
Nel giro di pochissimo tempo ho iniziato a fare mercatini e in poco più di 2 anni  ho avuto delle soddisfazioni enormi, con grande sorpresa mi sono resa conto che i bijoux che creo non piacciono solo a me, ma ho trovato tante tantissime persone che apprezzano i miei lavori e capiscono l’impegno e passione che metto in ogni piccolo oggetto.
Sono rimasta anche molto stupita dalla gente, facendo mercatini ho avuto modo di incontrare e ritrovare persone meravigliose, alcune di queste persone sono anche diventate mie amiche, cosa volere di più?


  • Per le tue creazioni  usi fimo, resina carta e molto altro… quale materiale o tecnica tra quelle che usi ti affascina e ti conquista maggiormente?

Diciamo che alla base di tutto c’è sempre il fimo, mi permette di costruire davvero tutto quello che desidero, imprimo nella mia mente un progetto con una precisa immagine e con il fimo lo realizzo esattamente come lo avevo pensato, poi in base al progetto aggiungo resine, pigmenti, fotografie, fiori, materiali di recupero, insomma qualsiasi cosa in quel momento mi piace

  • Da cosa o come ti lasci ispirare?

L’ispirazione nasce da qualsiasi  cosa, da un paesaggio, un quadro, un libro,  un tessuto,  una fotografia, un ricordo,  un sogno, tutto tutto può essere trasformato in un progetto, come dicevo prima, basta cogliere la bellezza che si ha intorno a se, mi prendo la libertà di fare mio tutto quello che apprezzo, lo elaboro e voilà il gioco è fatto!

  • Cosa vuol dire per te creare?

È mio il modo di esprimere me stessa, le emozioni, le idee che a volte si affollano talmente tanto nella mia testa da non riuscire nemmeno a metterle in fila, è la mia valvola di sfogo, mi rilassa e mi riempie il cuore di gioia.
Quando creo è come se entrassi in un mondo parallelo, come in quelle favole dove aprendo un portoncino ci si ritrova in una foresta incantata, oltre quella porta io sono libera, libera di fantasticare, immaginare, sognare e dare vita ai miei pensieri nei bijoux.

  • Raccontami una storia o un aneddoto o un’emozione legata a qualcosa in particolare che hai creato

Tra i miei ultimi lavori ho fatto moltissimi bijoux su commissione, con fotografie personali delle mie clienti.
Creare un bijoux con il disegno di un figlio, o con le fotografie di una persona amata o con il cucciolo di famiglia è travolgente… mi sono ritrovata spesso ad ascoltare storie che mi hanno profondamente commossa, è un po’ come immortalare un momento magico, di puro amore, di persone che magari hai conosciuto da pochissimo, è come se ti affidassero la loro emozione e poter far parte per un attimo di quel sentimento, questo per me è un onore immenso, non nascondo che a lavoro finito qualche lacrima di felicità spesso mi è scappata.

  • Guardiamo nella sfera di cristallo: come sarà “DolcettiVelenosi” in futuro?

A questa domanda proprio non so rispondere, i miei progetti nascono da un giorno all’altro senza preavviso, so dire per certo che NON sarà uguale a ieri, l’evoluzione è insita in noi e così anche la mia creatività, se guardo i cambiamenti di questi 2 anni, so sicuramente che mi inventerò qualche cosa di nuovo, adesso per esempio sto sperimentando una tecnica molto geometrica e perfezionista come sono, ho righelli, squadre e compassi ovunque, ma arriverò ad ottenere il risultato che desidero, con determinazione e volontà, pian piano ce la farò.
Se invece penso più in grande… vorrei poter dire che un giorno DolcettiVelenosi non sarà più solo il mio hobby ma sarà la mia professione, al momento lavoro in una grande azienda di abbigliamento e sono molto fortunata perché faccio un lavoro che mi piace, ma che di creativo ha molto poco e mi impegna tantissimo, soddisfa la mia parte razionale ma la mia parte artistica di me vorrebbe poter vivere solo creando, è un progetto lontano e forse irrealizzabile al momento… ma "mai dire mai", in questi 2 anni sono cambiate talmente tanto le cose che non mi sento di escludere nulla, il sogno c’è e ci sarà!

  • Dove possiamo trovarti? 

PAGINA FACEBOOK: PotenzaRegan
MAIL: reghy@live.it 






Siete riusciti a percepire la dolcezza, l'entusiasmo e la passione di questa creativa? Lei è stata una grande scoperta per me, la adoro!



giovedì 18 dicembre 2014

Vieni avanti Creativo! #3 - Giovanna di GiòGiò tutto in pasta di mais

E' di nuovo il momento della rubrica "Vieni avanti Creativo!" (potete vedere le altre puntate qui).
Oggi aspetto una ragazza solare e dolcissima conosciuta questa estate vicino a casa, quando ho partecipato a Fornovo in Fiera. Si chiama Giovanna di "GioGiò, tutto in pasta di mais" (ex "GioGiò Art). Lei lavora la pasta di mais che ogni tanto realizzo anche io, per questo sono stata subito incuriosita ma diciamo pure che è molto meglio non fare paragoni. 
Guardando le creazioni di Giò si capisce perfettamente perché la pasta di mais è anche chiamata "porcellana fredda". Nelle sue mani, la pasta di mais si trasforma in vera e propria porcellana. Ha grandissima capacità figurativa per i personaggi 3D (spulciate nei suoi link e stupitevi di come riesce a riprodurre fedelmente gli sposi o dei suoi bellissimi trenini colmi di animaletti nei cake topper personalizzati che realizza) ma quello che mi ha colpita sono stati i bijoux, per la fantasia, l'accostamento di colori e lo stile, così naturale e spesso vagamente etnico... insomma, amore a prima vista!

Uh, ecco che bussano... apro e ve la presento!







  • Chi è Giò? 
Non mi piace parlare in terza persona.. quindi ti dirò chi sono.. sono una ragazza non più giovanissima :) , vivo nella provincia di Parma da 10 anni, con il cuore sempre rivolto alla mia città di origine, Salerno. Lavoro in un ente di Formazione e nei ritagli di tempo mi piace dedicarmi ai miei hobby, e soprattutto, a sporcarmi le mani... non sono una che guarda la TV tranquilla sul divano!


  • Cos’è “GiòGiò Art”? 
è il nome che ho voluto dare al blog. quando nel 2008 ho creato il blog non mi è venuto in mente nient’altro di originale... però un motivo c’è. Il tutto è legato ai nomignoli che mi dava mia nonna, giogiò, giogiola, giovedi... il primo è diventato il nome del blog, il secondo quello della mia mail. Mi è venuta in mente lei quando ho deciso il nome del Blog. anche se adesso, come noterete, ho trasformato il nome "Giogiò Art" in "Giogiò tutto in pasta di mais".


  • “C’era una volta…” raccontami come nasce “GiòGiò Art”
Come dicevo, il blog è nato nel 2008 ma prima c’è tutta una lunga storia... sono sempre stata un tipo che non poteva star ferma con le mani... i vestiti alle barbie li facevo io o costringevo mia mamma (sarta) a cucirmeli e se lei non poteva mi arrangiavo io, alcune volte con pessimi risultati... ho sempre pasticciato con le mani prima con la pasta di sale, poi con la pasta di mais che ho scoperto grazie ad una amica di mia zia. Ora c’è internet dove trovi di tutto, ma prima quando ho iniziato era tutto un’esperimento. Ho sempre tenuto dei diari, il mio primo blog è stato quello di Messenger (che ho irrimediabilmente perso!) ma volevo uno spazio interamente dedicato alle mie creazioni.. e così è nato il Blog! C’è chi mi chiede.. ma da quando fai queste statuine? Potrei dire, da sempre. Ho sempre pasticciato ed il Natale è stata sempre un’occasione per cimentarmi in decorazioni fai da te... da qui tutto quello che ho creato! Poi sono venuti i bijoux. Li ho fatti prima per me, poi per le amiche, e poi, ho cominciato a fare i mercatini. Quella dei Bijoux in pasta di mais credo sia veramente ancora una novità, in effetti la gente conosce la pasta di mais per le bamboline, i fiori... poi mi sono detta, perché fermarsi ai soprammobili?


  • Tu crei personaggi, animali, bijoux e tanto altro con la pasta di mais. C’è qualcuna di queste figure che ti regala più soddisfazione mentre crei? 
Sicuramente gli animaletti. Sono sempre divertenti, e dolci. ma ultimamente anche i Cake Topper o sopratorta per gli sposi.. alcune volte, a lavoro finito non riesco ancora a credere di essere riuscita a fare io quello che gli sposi mettono sulla torta!


  • Realizzi molte bellissime cose personalizzate e su commissione. Invece quando realizzi i tuoi bijoux in pasta di mais da cosa o come ti lasci ispirare? 
Mi ispira qualsiasi cosa... gli accostamenti di colore di una stoffa, oppure i colori che la natura ci
offre. Ancora più semplicemente, quando sono in ufficio sono al telefono e pasticcio su
un quaderno di appunti e molte volte esce qualcosa di interessante!


  • Cosa vuol dire per te creare? 
Rilassarmi e divertirmi allo stesso tempo


  • Raccontami una storia, un aneddoto o un’emozione che ti è rimasta particolarmente impressa legata ad una tua creazione. 
Non ce n’è una in particolare, le ricordo tutte con piacere e l’entusiasmo di creare... forse ricordo quelle che mi hanno fatto disperare di più, che di solito sono quelle che faccio per la seconda volta... le statuine o anche i bijoux che faccio per la prima volta sono sempre una scoperta e una sperimentazione che non hanno eguali.


  • Guardiamo nella sfera di cristallo: come vedi “GiòGiò Art” in futuro o cosa speri di poter vedere? 
Proprio non saprei, Giogiart è qualcosa che mi ha sempre accompagnato. Credo che la voglia di creare e sperimentare non si esaurisca mai, quindi per chi avrà tempo e pazienza di seguirmi mi troverà sempre sui miei canali.


  • Dove possiamo trovarti? 
Sul blog Giogiò Art, oppure sulla pagina facebook GiogioArt, oppure il canale youtube giogiart





Cosa ne dite, questo si che si chiama lavorare la pasta di mais, altro che le mie stupidate (che, per farvi due risate, trovate qui)
Insomma, brava Giò!
E adesso sto già fremendo per presentarvi il prossimo Creativo!

venerdì 5 dicembre 2014

Foto racconto del Festival dell'Handmade di Verona - autunno 2014

Siamo partiti con la roulotte (a proposito... devo ancora farvi vedere il restyling della carrozzeria esterna!) e la macchina stipata con allestimento e creazioni. l'Ex Arsenale di Verona è sempre una location favolosa dove l'emozione si fa sentire anche solo varcando la soglia.
L'organizzazione di Madama Robè è sempre impeccabile, i creativi partecipanti al Festival dell'Handmade sono uno più bravo dell'altro, i veronesi hanno risposto con entusiasmo e noi siamo stati invasi da un fiume di gente simpaticissima!

Talmente tanta gente che non sono riuscita ne a fare foto decenti (venivano mosse perché dovevo farle alla svelta) ne a fare foto con gli altri creativi... che peccato!

Comunque un paio di foto (sfocatissime... aiuto, perdonatemi!) dei nuovi allestimenti, il mio e di Tu.Bi. Design, voglio mostrarvele... sinceramente ne siamo soddisfatti!











Ed ecco la nostra vicina di esposizione, un viso a me ben noto. Si tratta di una carissima amica, Monila, una persona dolcissima con una fantastica famiglia e un talento enorme per dipingere a mano la porcellana. 
La trovate sul suo blog Monila Handmade e sulla sua pagina facebook... resterete incantati! Se volete leggete anche il suo resoconto del Festival, lei è stata più brava di me a fare foto e a raccontare l'atmosfera. Intanto cara Monila, grazie per aver condiviso nuovamente questa esperienza e per averla resa ancora più speciale!




P.S. Comunicazione di servizio: se vedete qualcosa che vi piace nelle foto delle mie creazioni e vorreste acquistarlo, potete scrivermi per info a vivereapiedinudi@gmail.com.

martedì 18 novembre 2014

Vieni avanti Creativo! #2 - Lisa di Lab75

E' arrivata la seconda protagonista della rubrica "Vieni avanti Creativo!" (puoi vedere le altre puntate qui).
L'ho conosciuta all'edizione primaverile del Festival dell'Handmade di Verona. Già mentre preparavo il mio allestimento, con la coda dell'occhio facevo i raggi X agli oggetti che disponeva nel suo spazio e appena ho avuto l'occasione mi sono catapultata a presentarmi! Sono rimasta talmente colpita ed incuriosita da quello che fa che sono diventata una sorta di sua stalker e siamo rimaste in contatto... anche perché è simpaticissima!
Lei è Lisa di "Lab75", fa riciclo creativo, recupero e restyling di oggetti e mobili... esattamente le mie passioni! Recupera materiali come legno da bancali, cinture di sicurezza, fanali di auto, mobili, sedie e poltroncine dismesse... con gusto e precisione porta tutto a nuova vita, a volte assemblando in modo originale diversi pezzi, a volte ridipingendo e rivestendo. Ma spesso anche i rivestimenti sono di recupero, ho ancora negli occhi una poltroncina rivestita da uno stilosissimo patchwork di vecchi jeans!

Eccola qua, sta arrivando... bussa alla porta, un attimo e le apro... ciao Lisa! Entra pure.








Chi  è Lisa?
"Io sono Annalisa, per gli amici Lisa. Sono una persona sempre molto indecisa, tanto caotica, in eterno ritardo ma con tanta voglia di fare.

“C’era una volta"... cos'è "Lab75 e raccontami come nasce!
Da tempo mi piace tutto ciò che riguarda l'arredo e la decorazione, e da quando ho una casa tutta mia qualcosa ho sempre fatto. Poi però il voler "creare" è diventata sempre più un'esigenza. Da qui nasce il mio piccolo progetto. 

Il Lab75 è per me un rifugio, un modo per poter esprimere la mai creatività, una "valvola di sfogo". Ho voluto chiamarlo così perché, per definizione, un laboratorio è un "luogo" dove si sperimenta, si studia e si arriva ad ottenere un risultato: Ed è proprio così che nascono le mie creazioni, provando  e studiando il modo migliore per realizzarle. Non mi ritengo certo un'esperta o una professionista ma mi impegno molto per cercare di fare le cose in modo preciso.
Poi incoraggiata dal mio compagno e da alcuni amici, ho iniziato ad esporre in qualche mercatino dell'handmade e devo dire che ho avuto delle belle soddisfazioni: il pubblico ha apprezzato e capito il mio lavoro e nel frattempo ho avuto modo di conoscere tanti bravi creativi, dei veri artisti, persone gentili ed amichevoli che hanno sempre una buona parola.

Cosa vuol dire per te creare?
C'è molta soddisfazione nel creare qualcosa con le proprie mani e dar vita ad un oggetto: lavorando con materiali di recupero non sempre quello che mi sono immaginata nella testa riesce a prendere forma, ma quando raggiungo il mio obiettivo ne sono davvero orgogliosa. 

Nel tuo Lab nascono tanti oggetti, ne hai uno in particolare a cui sei rimasta affezionata?
Sicuramente l'oggetto a cui sono più affezionata sono i miei sgabelli: ho utilizzato solo materiale che altrimenti sarebbe stato eliminato e di certo le cinture di sicurezza non sono pensate per arredare...Poi naturalmente ci sono le sedie/poltroncine vintage che con l'abbinamento giusto di tessuti (adoro lavorare con i tessuti!!), riprendono vita in maniera originale.

Da cosa o come ti lasci ispirare?
Traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda, un pezzo di legno, un vecchio mobile malridotto, stoffe e colori...l'importante è osservare, sempre, e cercare di guardare oltre il singolo oggetto, poi le cose vengono da se, a volte la sera faccio fatica a prendere sonno per il continuo frullare di idee nella mia testa.

Guardiamo nella sfera di cristallo: come sarà “Lab75”?
Per il futuro? sono banale se dico che mi piacerebbe trasformare questa passione in un lavoro vero? Per ora mi basterebbe farmi conoscere un po', che le mie produzioni fossero apprezzate e magari ricevere qualche richiesta, anche on line, cosa che sto cercando di incrementare.

Dove possiamo trovarti? 
Mi potete trovare su FB alla pagina Lab75su Instagram al profilo @lab75lisa, via mail: lab75.lisa@gmail.com"






Eccola qua, questa ragazza pazzerella e creativa che recupera e crea in modo davvero stiloso e simpatico! Se vi è piaciuta la sua intervista potete cominciare a seguire le sue peripezie e rimanere in contatto con lei attraverso la sua pagina Facebook ed il profilo Instagram.

Chi sarà il prossimo protagonista? Uh sentite, bussano alla porta... "toc toc", "Vieni avanti Creativo!"